Fotografato sul cielo di Roma il razzo spaziale in caduta libera sulla terra

Scritto da Anna Grossi  | 

C’è un razzo spaziale cinese, che sta rientrando sulla terra e i cui frammenti potrebbero scagliarsi su suolo italiano, nello specifico nel centro sud Italia.

Non smettono di creare disagi i cinesi, è proprio il caso di dirlo e per quanto possa sembrare paradossale e avveniristica l’ipotesi e la descrizione di un razzo in caduta libera su Roma, corrisponde proprio alla realtà.

È ormai visibile a occhio nudo ed è stato fotografato sul cielo di Roma mentre sta sta rientrando sulla Terra. A catturarne le immagini, all’alba di questa mattina, è stato l’astrofisico Gianluca Masi, responsabile del Virtual Telescope. «L’osservazione era possibile agilmente ad occhio nudo», ha spiegato, «l’oggetto appariva chiaramente lampeggiante a causa della sua rotazione su sé stesso. Per questo la traccia registrata nella fotografia mostra una fitta serie di tratti luminosi».

Il 29 aprile è stato lanciato in orbita il primo modulo di una stazione spaziale della Repubblica Popolare Cinese. Il secondo stadio del lanciatore è stato lasciato in un'orbita bassa e originariamente questo doveva essere semplicemente un vettore, il suo compito era quello di portare in orbita il primo modulo della stazione spaziale cinese Tianhe-1. Dopo il trasporto avrebbe dovuto semplicemente allontanarsi dall’orbita terrestre. Così non è stato. Il razzo non è riuscito a liberarsi dalla forza di gravità del nostro pianeta e sta tornando sulla Terra. I suoi frammenti potrebbero colpire alcune regioni del nostro Paese, decadrà in atmosfera alle 2,24 di domani, in piena notte, seppure con una finestra temporale di incertezza di più o meno 6 ore. Lo stadio ha una massa di circa 18 mila chili, una lunghezza di circa 32,2 metri e un diametro di 5 metri e sono nove le  regioni italiane che potrebbero trovarsi sulla traiettoria.

Nel dettaglio la caduta di frammenti del razzo spaziale cinese 'Changzheng 5 (Lunga Marcia 5B)' potrebbe interessare dieci Regioni italiane. Lo ha confermato la Protezione Civile. Si tratta di Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Le previsioni di rientro, rileva la Protezione civile, saranno soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento dello stesso razzo , secondo stadio del vettore PRC CZ-58 R/B, e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all'attività solare. La protezione civile comunque consiglia di rimanere in casa:

"Stare in casa, lontani da porte e finestre! Sulla scorta delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti". Si consiglia, comunque, indica il Dipartimento, "di stare lontani dalle finestre e porte vetrate; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti, così determinando anche pericolo per le persone".

Il tavolo tecnico - composto da Asi, da un membro dell'ufficio del Consigliere militare della Presidenza del Consiglio, rappresentati del ministero dell'Interno - Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa - Coi, dell'Aeronautica Militare - Isoc e degli Esteri, Enac, Enav, Ispra e la Commissione Speciale di Protezione civile della Conferenza delle Regioni - continuerà, insieme ai rappresentanti delle Regioni potenzialmente coinvolte, a seguire tutte le operazioni del rientro, fornendo analisi e aggiornamenti sull'evoluzione delle operazioni.


💬 Commenti