Roma-Leicester, la svolta parte da qui

Scritto da Claudio Fratini  | 
Curva Sud (photo Bertea)

Era il 24 aprile del 1991 quando al minuto 43’ di Roma-Brondby, Rudi Voeller, quasi in concomitanza con Ruggero Rizzitelli, scaglia in porta il pallone che manda i giallorossi in finale di Coppa Uefa contro l’Inter di Trapattoni, Zenga e Matthaus. Resta questa l’ultima immagine di una Roma vittoriosa in una semifinale europea, per quanto quella Coppa Uefa era di un livello nettamente superiore anche all’attuale Europa League. Era sicuramente una Roma diversa da oggi quella, un calcio diverso, divise e palloni diversi e forse più ”vere” più “nostre” sicuramente. Una sola cosa invece è rimasta invariata: lo Stadio Olimpico completamente pieno a spingere la squadra verso una coppa tanto attesa. Il boato al goal di Voeller i più grandi ti dicono che se chiudono gli occhi ancora riescono a sentirlo ed anche se la doppia finale, all’epoca si giocava ancora in gara di andata e ritorno, contro l’Inter non andò bene, nel cuore e nella mente di tanti tifosi quello resta un momento quasi inarrivabile di gioia e di passione.

Domani, 05 maggio 2022, contro il Leicester la Roma ci riproverà a ripetere quella notte, spinta di nuovo da un’atmosfera che si preannuncia, per l’ennesima volta in questa stagione bollente e trascinante. La partita di andata ha dimostrato che i ragazzi di Mourinho possono battere gli inglesi. La Roma a Leicester ha giocato forse la miglior partita, insieme al derby di ritorno in campionato, della stagione, considerando l’avversario. Pellegrini e compagni sono chiamati alla prestazione dell’anno perché la finale di Conference League deve essere raggiunta per forza senza se e senza ma, senza alibi e senza timore perché sono queste le partite che portano squadra e ambiente a fare quel tanto atteso salto di qualità. Colui che è chiamato a portare la Roma a fare quello step è sicuramente Mourinho e di sicuro non ci poteva essere allenatore migliore in questo momento sulla panchina giallorossa a gestire il gruppo, staff e tifosi in questo momento. E se è vero che sono i giocatori a scendere in campo è vero anche che più di tutti è proprio Mourinho ad essere chiamato a fare la differenza, è qui per questo Mourinho, per fare la differenza e lui lo sa. In campo scendono i calciatori, ma come 31 anni fa, ci sarà uno stadio pieno a spingere di nuovo la Roma verso un traguardo che manca ormai da troppo tempo.


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