Atalanta, Gasperini: "Mourinho è un grande allenatore, poi il campo è un altro argomento. La Roma è attrezzata e ha giocatori forti"

Scritto da Leonardo Cocchi  | 

Gian Piero Gasperini, allenatore dell'Atalanta, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma. Ecco le sue dichiarazioni:

La partita?
"Abbiamo bisogno di migliorare il nostro rendimento in casa, ci vuole una serie più importante per riuscire ad alzare la quota punti in casa, ma sono tutte statistiche, quel che conta è Atalanta-Roma, è una gara di cartello è di valore, dove dobbiamo arrivare molto concentrati, non dobbiamo avere pensieri natalizi. È un momento molto importante del campionato, in tre giorni chiudiamo il girone di andata, che è comunque significativo".

Come valuta il momento?
"Rientra un po' tutto nei numeri, in questi giorni siamo stati sommersi dai numeri effettivi per ciò che abbiamo fatto, ma dobbiamo spostare tutta l'attenzione sulla partita con la Roma. Rimane una squadra di valore".

Gli infortuni?
"È difficile spiegare scientificamente il motivo di questi infortuni che ha toccato tutti, probabilmente la frequenza può fare la differenza, è un tema che lasciamo anche ai medici. Siamo usciti da quella situazione di grande emergenza, ora c'è qualche altra squadra, speriamo in futuro che ci possano essere delle situazioni migliori, sapendo anche tutto il lavoro che c'è dietro da parte del recupero. Stiamo bene".

Che rischio domani c'è con Mourinho?
"Sicuramente è un grande allenatore, sia per l'entusiasmo che ha portato all'inizio che per la sua storia, in una piazza come Roma, poi il campo è un altro argomento. Sono convinto che potrà alzare il livello, è umano anche lui".

Come sta la squadra?
"A parte Gosens ci siamo tutti, speriamo presto di recuperarlo. C'è stato un momento in cui abbiamo sperato di velocizzare, ma sin da subito ho visto l'importanza della lesione".

Sull'Olympiacos?
"Abbiamo preso una bella squadra, con grande entusiasmo dobbiamo fare bene per superare il turno, incontriamo una squadra forte".

Come giudica il momento della squadra?
"Ci sono sempre tante situazioni migliorabili, ma la squadra si è compattata molto sia per l'emergenza che per il valore espresso. Abbiamo una bella testa, quando vinci gare come quella col Verona vuol dire che l'autostima cresce".

Gli attaccanti della Roma?
"Ha un reparto d'attacco che vale quello delle migliori squadre, Zaniolo e Abraham sono due giocatori molto forti, hanno una bella rosa. La squadra è attrezzata e ha giocatori forti. Avevamo bisogno di lavorare in una settimana piena, mi sembra una settimana lunghissima, non siamo più abituati a questo (ride, ndr). Ogni tanto è sicuramente utile avere una settimana di allenamento".

Cosa ha scritto nella lettera di Natale?
"C'è già una bella letterina per domani, poi quella di martedì, poi pensiamo al pranzo di Natale".

Cristante, Mancini e Ibanez?
"A Roma sono contenti del loro rendimento, giocano continuità. Bryan è molto duttile, ha giocato in più ruoli e caratterialmente è un leader, come era qui. Lo stesso Mancini ha avuto qualche acciacco, ma è un giocatore di valore. Dobbiamo fare attenzione. Ibanez? Ha giocato poco da noi, ha avuto un inizio difficile, in quel momento doveva andare a giocare per fare esperienza più. All'inizio la società ha pensato di darlo in prestito, poi la Roma ha fatto un'offerta importante e la società ha deciso di venderlo. A volte si tirano fuori delle polemiche che non ci sono, è sempre stato un ragazzo positivo, poi è andata così: noi in quel momento eravamo ben attrezzati in difesa".

Muriel?
"Era partito benissimo, poi l'infortunio lo ha bloccato, già da qualche settimana è tornato ad essere quello dello scorso anno, è chiaro che per noi è un giocatore fondamentale, ma nell'arco dei giocatori in attacco tutti sono fondamentali. Dal momento che siamo tornati ad essere pericolosi abbiamo iniziato a vincere le partite. Muriel come minutaggio è indietro perché ha avuto l'infortunio".

L'Atalanta è l'anti-Inter?
"Fa parte di quello che viene detto e scritto, lo dicono gli altri. Noi abbiamo il nostro percorso in testa, che è semplice e immediato. Pensiamo alla Roma e a come vincere la partita, viviamo meno pensieri a lunga scadenza, non è un modo per nascondersi, ma è il modo per interpretare le gare. L'importanza della gara? Mi ripeto, so che è difficile. Domani però non sarà decisiva, il nostro obiettivo è cercare di vincerne il più possibile e di affrontare l'avversario per ciò che conosciamo. Lo stiamo facendo non con la forza di 11 giocatori ma con tutta la rosa, è determinante chi entra e chi non gioca, è determinante la spinta da parte di tutta la rosa. Affronteremo l'argomento quando ne sarà il momento, sarebbe fantastico raggiungere nuovamente la Champions, non parliamo del resto perché siamo concentrati su questo. Non so quanto possa essere difficile comprendere il nostro atteggiamento, ma è così. Il nostro spirito è solo questo".

Miranchuk?
"È un dato di fatto che predilige giocare in una zona di campo. Dico sempre che un giocatore va gratificato e messo dove esprime al meglio, poi per necessità si fanno degli accorgimenti. De Roon in emergenza può fare anche il portiere, ma non solo lui. Non è colpa di nessuno, il giocatore è molto forte e non c'è nessun dubbio su questo, ha talento e tecnica, ha avuto difficoltà di inserimento. È un ragazzo buonissimo, educato, rispettoso".


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