LA RASSEGNA STAMPA DI DIES ROMAE

Scritto da Gianluca Gianoli  | 

Questi i titoli dei maggiori quotidiani sportivi:

Gazzetta dello Sport: Ieri sera tutta la Roma a cena per festeggiare le 1000 panchine di Josè Mourinho. Presenti anche i Friedkin e i dirigenti giallorossi in una serata che è servita anche per compattare ancora di più il gruppo. La squadra giallorossa ha cominciato anche a cantare “Bella Ciao” facendo ruotare i tovaglioli e inscenando una panolada molto sentita. Questo è il nuovo spirito che si respira nella Roma. L’appuntamento per tutti è stato alle 20 in Piazza Pio XI che poi ha visto radunarsi una folla di tifosi e curiosi che hanno applaudito tutti i partecipanti che sono arrivati alla spicciolata. Il momento clou è stato il discorso di Josè Mourinho che ha preso il microfono e parlato per circa 8 minuti. Il senso del discorso è stato chiaro: sto bene qui e mi sono sentito subito a casa. Ha ringraziato tutti, a partire dai Friedkin per questi primi mesi molto intensi. Nel novero degli invitati anche Marco Conidi, il cantante ha riscaldato la serata con “Mai sola Mai”. A fine serata poi anche “Roma Roma Roma” cantato da tutti i presenti ai quali si sono uniti anche i tifosi fuori che hanno invaso il marciapiede fuori dal locale. All’uscita, alle 22.45 circa, i primi a lasciare il locale sono stati Dan e Ryan Friedkin. Pochi minuti più tardi via anche la squadra immersa dal bagno di folla che i nuovi arrivati non immaginavano neanche per una cena dopo un solo mese dall’inizio della stagione. L’ultimo ad uscire proprio lo Special One. Non si sa come finirà la stagione giallorossa ma una cosa è chiara: la strada intrapresa sembra quella giusta.

Corriere della Sera: Non c’è ancora la fumata bianca tra Lorenzo Pellegrini e la Roma. Non sono bastati i reiterati inviti di José Mourinho e l’incoronazione di Francesco Totti per arrivare alla firma. L’incontro che c’è stato ieri mattina a Trigoria tra Tiago Pinto e i procuratori del calciatore è stato ancora una volta interlocutorio: si continua a trattare per mettere a posto tutti i particolari dell’accordo. Che non fosse un contratto facile si era capito da tempo, visto che i primi approcci tra gli agenti del calciatore e Tiago Pinto risalgono al mese di gennaio, quando il portoghese era arrivato nella Capitale.

Per il calciatore, a 25 anni, è il contratto più importante di una carriera in ascesa, quello che lo accompagnerà verso i 30, e qunidi anche quello in cui monetizzare il più possibile. Logico che ci sia una trattativa economica serrata, in cui ognuno cerca di ottenere il massimo vantaggio. L’importante, però, per la tranquillità di tutti, è che non si vada troppo per le lunge: Mourinho, ad esempio, si è già esposto fin troppo sulla questione e in passato ha dimostrato di non gradire situazione come quella che sta vivendo il capitano. Una firma, in questo momento, aiuterebbe davvero tutti a stare più sereni. 

Il Tempo: La Roma rende omaggio al suo leader. Una cena organizzata dai giocatori per celebrare le mille panchine in carriera di José Mourinho. Un’idea che sarebbe dovuta rimanere top secret, ma così non è stato. Nel giro di un’ora circa cento tifosi si sono radunati all’esterno del locale, a caccia di selfie e autografi. Alla cena erano presenti anche Dan e Ryan Friedkin – oltre a Fienga e Tiago Pinto- che si sono seduti sullo stesso tavolo dello Specal One. Il momento clou della serata è arrivato quando Mourinho ha preso in mano il microfono per un discorso rivolto ai giocatori. Il portoghese è stato omaggiato con una maglia celebrativa consegnata da Pellegrini e Mancini. La serata si è conclusa in bellezza con le note di “Mai sola Mai” intonata da Marco Conidi.

In mattinata invece, a Trigoria era andato in scena un incontro tra Tiago Pinto e l’agente Pocetta per discutere il rinnovo di Pellegrini: le parti sono fiduciose dopo essere entrate maggiormente nel vivo di una trattativa che sta andando avanti da mesi. La fumata bianca non è ancora arrivata ma in settimana è previsto un nuovo meeting, dove saranno discussi ulteriori tagli.

Intanto ieri la Roma ha inziato la preparazione in vista della sfida contro il Cska Sofia. Mourinho ha ritrovato in gruppo Kumbulla, che ha superato la gastroenterite che l’aveva costretto al forfait contro il Sassuolo. Per l’esordio nel girone di Conference League l’albanese è però destinato alla panchina, con Smalling che ritroverà una maglia da titolare. Vina rifiaterà e lascerà spazio a Calafiori sulla sinistra, ma potrà esserci un turno di riposo anche per Karsdorp, per uno tra Cristante e Veretout è pronto Diawara – e per Abraham, con Shomurodov che scalpita. Possibile impiego anche di Carles Perez ed El Shaarawy.

La Repubblica: Gonzalo Villar è passato dall’essere il pupillo di Fonseca, al diventare uno scarto di Mourinho. Il modo di giocare dello spagnolo, che ha nel dna l’estenuante possesso palla di impronta “spagnola”, non piace allo Special One, che chiede ai suoi centrocampisti pochi fronzoli, e verticalizzazioni immediate. Il tecnico della Roma vuole che tengano la palla il meno possibile tra i piedi, cioè il contrario del modo di giocare di Villar, playmaker che ama avere il pallone, palleggiatore molto tecnico, che dovrebbe snaturarsi, cambiando una filosofica di gioco che fa parte di sé. Il prototipo ideale per Mou, per fare un esempio, è stato Matic ai tempi dello United. Storicamente lo Special One ama affiancare a un centrocampista di velocità, che fa il lavoro sporco, un altro senza troppi fronzoli, che verticalizzi in maniera naturale.

Villar soffre questa situazione, sui social ha dato segnali di disagio rispondendo alle critiche. Riuscendo a digerire con fatica il fatto di essere passato da ben 59 partite disputate in 18 mesi, alla tribuna a Salerno. “È un giocatore di qualità, non può mai essere un problema ma la soluzione“, ha detto pubbblicamente Mourinho che, in realtà, ha invece sperato di riuscire a vendere sia lo spagnolo, sia Diawara.

Il Messaggero: “Pellegrini sarà il nostro capitano per tanti anni“, così parlò Josè. Sabato scorso, non mille anni fa. L’ha presa anche a ridere poi il portoghese, aggiungendo che, “se poi non firma do l’indirizzo di casa del suo procuratore..“. Non ce ne sarà bisogno: le sensazioni di Mourinho non sono solo sensazioni, lui sa. Sa che Lorenzo sta trattando con la Roma, che di passi avanti ne sono stati fatti in questi mesi, da prima di agosto fino a ieri, quando i rappresentanti del capitano hanno varcato il cancello di Trigoria per l’ennesima volta, per l’ennesimo step. Appuntamento con Tiago Pinto e punto della situazione. Ma ora tocca ai Friedkin, che devono valutare come incastrare richieste e offerte nei parametri del club: Pinto in questa situazione svolge il ruolo di mediatore: ascolta, tratta e riferisce alla proprietà.

Le parti sono sembrate vicine e lo erano già a metà agosto, la Roma non ha certo l’interesse a perdere il calciatore, oramai a scadenza, a giugno del 2022. Lorenzo è uno dei giocatori più rappresentativi, è il capitano. Si sta ragionando, dunque, con la mediazione di Pinto, su un accordo lungo: al calciatore starebbe bene un quadriennale, la Roma è disposta ad arrivare a cinque. Quel che è certo per tutti è che Lorenzo alla fine otterrà un contratto top. Sicuramente non ci sarà la clausola rescissoria.

 

 

 

 

 


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