Mourinho: "Non abbiamo il potere di andare in Premier League e prendere giocatori che sono nella fascia top. Noi allenatori possiamo migliorare i giocatori, non facciamo fare miracoli"

Scritto da Leonardo Cocchi  | 
Josè Mourinho (photo Bertea)

José Mourinho ha parlato ai media locali in giappone nel corso di una conferenza stampa.


Avete comprato molti calciatori dalla Premier League, quali sono le sue intenzioni come allenatore su cosa vuole raggiungere alla Roma?
"Le intenzioni... è una questione di opportunità. Sicuramente non abbiamo il potere di andare in Premier League e prendere quei giocatori che sono nella fascia top, perché non ne abbiamo le potenzialità, ma nella caso di Abraham che era un giocatore giovane che avesse bisogno di giocare, migliorarsi e la Roma era una grande opportunità per lui. Nella situazione di Matic, totalmente diversa, perché è un giocatore di 34 anni che ha giocato nelle squadre migliori in Premier League, vincendo titoli e coppe ed era nel momento della sua carriera di giocare con me ancora. Il club ha cercato di darmi un giocatore d'esperienza in un club composto da una squadra molto giovane". 

Hai conquistato molti trofei, cos'è importante dal punto di vista della gestione e del team building?
"Devi essere fortunato. Devi avere i giocatori con la giusta mentalità e qualità, ovvio. Noi allenatori possiamo migliorare i giocatori, non facciamo fare miracoli. Devi essere fortunato ad avere giocatori di talento e dal giusto atteggiamento. Se hai i ragazzi giusti è tutto nelle tue mani quello che puoi portare al successo".

Le sue impressioni sulla partita del Giappone contro la Germania?
"La verità? La avevo sulla TV, ma stavo dormendo. Ero nel letto col pensiero di guardare la partita, ma sono collassato. Certamente bisogna fare le congratulazioni al Giappone per la fantastica vittoria, ma a essere onesto non è questa grande sorpresa per me. Il Giappone è una buona squadra, con buoni giocatori che ha accumulato l'esperienza necessaria in questi eventi. La maggior parte di loro gioca in Europa dove sono cresciuti velocemente e penso che la mentalità dei giocatori possa fare la differenza rispetto al calciatori europei che sono concentrati sulle individualità, sul loro ego. Non ho mai allenato giocatori giapponesi, ma giocatori asiatici. Nel mio caso è stato facile perché ho allenato il miglior giocatore asiatico (Heun Ming Son ndr) e ti accorgi di una mentalità speciale, dove il team è l'aspetto più importante. Loro giocano per la squadra non per loro stessi. Il Giappone ha giocatori umili che lottano per la squadra. Quindi sicuramente la Germania che ha una storia calcistica importante e probabilmente si qualificherà e andrà avanti nel torneo, ma anche se non ho visto la partita non mi è sembrata una gran sorpresa". 

Sulla possibilità di vedere in giallorosso un giapponese.
"Un giocatore giapponese a Roma? Se costa poco...".

Sull’eventualità di essere allenatore della Nazionale nipponica.
"Nel calcio mai dire mai, ma non penso che la nazionale giapponese abbia bisogno di me, ha allenatori di un certo livello. Nel calcio è difficile parlare di progetto, ma mi sembra difficile. Questo non vuol dire che sia troppo grande per voi è solo una mia sensazione, ma ripeto che nel calcio non si sa mai cosa ci sia dietro l'angolo". 

Sull’ospitalità trovata.
"Qui in Giappone cerco di essere più gentile che posso con persone magnifiche che offrono una ospitalità incredibile verso tutti i visitatori. Dobbiamo imparare tanto da voi  e sento questa responsabilità di restituire qualcosa in cambio".

Sulle amichevoli che affronterà la Roma.
"I Marinos sono campioni e nel poco tempo che ho speso nell'analizzarle, individualmente sono una buona squadra, hanno qualità e fantasia e hanno una miglior organizzazione in attacco; il Nagoya è una squadra solida, molto organizzata in difesa, mi aspetto due partite difficili. Mi mancano giocatori ed il jet-lag non aiuta, perché nel devo allenare giocatori che avranno problemi dal punto di vista fisiologico, ma al di là di questo siamo concentrati sul fare una buona partita e lasciare una buona esperienza alle squadre a alla gente che verrà a vedere le partite allo stadio". 

Qual è il suo principale obiettivo di questa sosta per i Mondiali per lei, al di là degli aspetti commerciali come quelli di questa tournée?
"Abbiamo giocatori importanti infortunati e per una squadra come la nostra è importante recuperarli. Ci sono squadre che hanno tanti giocatori e di talento e che se gli si infortuna qualcuno non diventa un dramma. Nel nostro caso se andiamo a perdere un giocatore per un lungo periodo influisce sul potenziale della squadra. Quindi l'obiettivo è cercare di recuperare questo giocatore per la seconda parte della stagione (Wijnaldum ndr). Questo è un obiettivo. Il secondo, ora, è quello di dare un po' di riposo agli altri che hanno giocato 3 partite alla settimana negli scorsi 4 mesi senza sosta, giocando 90' ogni partita. Dopo il tour giapponese andremo 10 giorni in vacanza che è importante ed è il secondo obiettivo di questa sosta".


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