Clamoroso allo Stadio Olimpico. La Roma di José Mourinho potrà avere tantissimi difetti, ma il più grande pregio di questa squadra è senza ombra di dubbio quello di non arrendersi mai, di stare sempre dentro alla partita fino all'ultimo respiro. Ed è proprio all'ultimo respiro che i giallorossi vincono questa partita, rimontando il Lecce nei minuti di recupero grazie ai gol di Sardar Azmoun e del solito Romelu Lukaku, scoppiato a piangere dopo il fischio finale e abbracciato dal suo allenatore, il quale lo aveva già avuto al Chelsea e al Manchester United. Sono stati giorni carichi di emozioni per il centravanti belga, che arrivava dalla sconfitta di misura subita a San Siro sul campo dell'Inter, al termine di 90 e più minuti di fischi assordanti da parte dei suoi ex tifosi. Tra una difficoltà e l'altra, la Roma con questo successo ha ottenuto la sesta vittoria nelle ultime sette uscite tra campionato ed Europa League. Punti decisamente importanti per continuare ad inseguire tutti gli obiettivi: arrivare fino in fondo in Europa, come accaduto negli ultimi anni, e conquistare un piazzamento valido per partecipare alla prossima edizione della Champions League. 

Per quanto concerne le scelte di formazione iniziale, Mourinho ritrova Paulo Dybala e decide di far partire dal primo minuto anche Aouar, che ha il compito di marcare stretto Ramadani. Il Lecce di D'Aversa si sistema in campo con il 4-2-3-1, un modulo nel quale un ruolo fondamentale lo svolge Rafia, che ha incarichi un po' da mezz'ala e un po' da trequartista. La Roma ha immediatamente l'occasione di portarsi in vantaggio: Baschirotto dopo due minuti devia con la mano un tiro a botta sicura di Dybala, il direttore di gara viene richiamato al VAR e assegna il penalty. Sul dischetto non ci si presenta la Joya, bensì Lukaku, che però calciando non benissimo trova la pronta risposta di Falcone. La partita continuano a farla comunque i padroni di casa, che nel corso della prima frazione di gioco hanno altre buone occasioni con El Shaarawy, Aouar e Dybala. Il Lecce si affaccia dalle parti di Rui Patricio al minuto 29, Ramadani fa partire una conclusione dalla distanza ma non centra lo specchio della porta. Gli ospiti prendono fiducia e cominciano a rendersi pericolosi in particolar modo con Banda, che in due occasioni ha la possibilità di colpire la squadra di Mourinho. Tuttavia spreca malamente soprattutto la seconda, facendo un controllo di troppo e non calciando proprio nel momento decisivo. 

Nella ripresa la partita continua ad essere piuttosto equilibrata, con la Roma che con il passare dei minuti per ricercare la rete del vantaggio comincia a regalare degli spazi invitanti al Lecce in contropiede. A creare problemi alla retroguardia romanista sono soprattutto Banda e Almqvist sulle corsie esterne, i quali creano delle potenziali occasioni da gol che si vanno ad aggiungere a quella avuta da Pongracic su una palla sanguinosa persa a centrocampo da Aouar. Le chance più invitanti in casa Roma capitano sui piedi di El Shaarawy e Lukaku, fino a quando al minuto 26 clamorosamente è Almqvist a portare in vantaggio il Lecce, sfruttando anche una marcatura imprecisa di Mancini ad inizio azione su Banda. La Roma ad una ventina di minuti dal triplice fischio si ritrova a dover rincorrere, motivo per cui Mourinho prima passa al 3-4-3 inserendo Azmoun e poi al 4-2-4 con l'ingresso di Belotti al fianco di Lukaku e con l'iraniano e Dybala più esterni. Prima è l'argentino a sfiorare il gol del pareggio, poi è Strefezza ad andare ad un passo dal raddoppio. Nei minuti di recupero succede di tutto. Zalewski con un buon traversone pesca la testa di Azmoun, che segna il primo gol in maglia giallorossa e fa 1-1. Poi, circa un paio di minuti dopo, Lukaku protegge il pallone sull'assist di Dybala, si libera della marcatura di Gallo e davanti a Falcone non sbaglia e porta in vantaggio i suoi. Dopo la corsa del belga e di tutta la squadra sotto la Curva Sud, termina il match con una beffa clamorosa per i ragazzi di D'Aversa.


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