Pinto: "Non voglio parlare di arbitri"

Scritto da Daniele Aloisi  | 
Tiago Pinto direttore generale AS Roma

Giocare in Europa aiuta a crescere?
“La mentalità vincente si costruisce ogni partita, quello che succederà a maggio è il riflesso di ogni partita. Tutte le squadre vogliono giocare la Champions League, oggi siamo in Conference e vogliamo vincere, poi vedremo dove arriveremo”.

La Roma ha meno cambi rispetto alle altre?
“Dal 1° settembre state cercando di fare un confronto tra me e Mourinho, l’allenatore ha spiegato tante volte che quando parliamo di profondità della rosa parliamo di un altro progetto. Abbiamo detto dal primo giorno che serve tempo, siamo tutti allineati su questo. Se facciamo un paragone con Inter e Juventus, loro hanno un progetto diverso ma questo non significa che non siamo allineati. Siamo una famiglia, poi se paragoni con squadre che lottano per vincere la Champions League è chiaro che sia tutto diverso. Con tutto il rispetto per il vostro lavoro, dal 1° settembre ogni conferenza stampa c’è sempre la stessa domanda per un problema che non esiste. Io ho sempre sentito questo nelle conferenze stampa, se fai la domanda in pubblico dobbiamo rispondere, se vuoi chiedermi altro parliamo in privato”.

Commento sugli ultimi arbitraggi con la Roma?
“Quello che ha detto Mourinho, siamo concentrati in quello che possiamo migliorare, credo che tutte le istituzioni abbiano visto quello che è successo, è sotto gli occhi di tutti. Pensiamo a migliorare e ora non voglio parlare più di arbitri”.

Le differenze tra i settori giovanili italiani e quelli esteri come il Benfica?
“Le tue domande mi piacciono, falle tu la prossima volta. Io vengo da una realtà diversa, si scommette sul settore giovanili mentre in Italia c’è il talento ma dobbiamo trovare un modo giusto per creare le condizioni affinché i calciatori giovani possano giocare in Serie A. Tante volte non è facile il salto dalla Primavera alla Serie A perché c’è grande differenza, però penso che in Italia si debba fare qualcosa con i regolamenti per poter scommettere di più sui giovani. Se guardiamo le squadre il talento c’è, oggi possiamo vedere tanti giovani dalla Primavera ma serve una strategia nazionale per scommettere di più sui giovani”.


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