LA RASSEGNA STAMPA DI DIESROMAE

Questi alcuni tra i principali titoli dei quotidiani di oggi:

Scritto da Martina Stella  | 
Esultanza Lorenzo Pellegrini (photo Bertea)

La Repubblica: Una sconfitta immeritata e grottescama (almeno per ora) indolore guardando la classifica. La Roma, nonostante il discusso e discutibile ko di Torino, è ancora al quarto posto. È, cioè, in linea con le aspettative della società, anche se le tre sconfitte rimediate in otto turni di campionato non possono, anzi non devono, essere sottovalutate. I numeri ci dicono pure che la squadra di José Mourinho è a ridosso del podio del campionato, e neppure questo può, anzi deve essere valutato nella maniera sbagliata. Il segnale più inquietante che arriva dallo Stadium è che, al di là di come il risultato è maturato, la Roma continua a non battere le parigrado o giù di lì. Lacostante negativa della passata stagione sta fornendo una replica che nessuno in casa Roma avrebbe voluto individuare. L’aver perso contro Lazio e Juventus con due gare condizionate da pacchiani errori arbitrali, va sottolineato e ricorda in maniera vistosa quanto accaduto con Paulo Fonseca in panchina. Cambiano gli allenatori, per adesso non cambia la storia. Forse perché sono cambiati poco i giocatori. La rosa della Roma, lo sottolinea da sempre a ragione Mourinho, non è completa e neppure lontanamente paragonabile a quella di Inter e Juventus. Mourinho può metterci (lo fa) qualcosa o parecchio di suo, ma non basta: il portoghese non può confezionare miracoli, tipo moltiplicare i giocatori bravi e affidabili. Può addestrare quelli che ha (lo sta facendo, e bene), ma il massimo che può dargli uno dei suoi potrebbe essere il minimo che garantisce uno di un’altra squadra.

La gazzetta dello sport: Notte, intorno alle 4.30. Ritrovarsi in un cilindro di metallo in compagnia di un rumore metallico di sottofondo e tanti cattivi pensieri. Le sensazioni positive, a volte, non possono bastare. E Nicolò Zaniolo, infatti, ieri è tornato ad avere paura. Mentre la risonanza magnetica notturna presso la clinica romana Villa Stuart completava il suo percorso, l’attaccante ripensava a quel “sombrero” incompiuto – per via di una spinta alle spalle e del successivo scivolamento del piede d’appoggio – che aveva portato all’improvviso dolore al ginocchio sinistro, quello operato tredici mesi fa a Innsbruck dal professor Fink, con una tecnica diversa (con una sorta di “plastica” di sicurezza in più) rispetto a quella adoperata dal professor Mariani per l’altro ginocchio, che ha avuto un recupero più celere. Poi la buona notizia. Il ginocchio aveva subito solo una distorsione che mostrava un piccolo edema per via dell’iperestensione a cui era stato sottoposto, ma i legamenti non avevano subito problemi. Per questo il ragazzo avrebbe voluto continuare a giocare, ma è stato fermato per precauzione. A questo punto è partito giàil lavoro di recupero, anche se domenica arriverà la capolista Napoli.Nessuno può avere certezze sul fatto che Zaniolo ce la possa fare, ma la cosa sicura è che Nicolò voglia provarci, anche se è probabile è che torni a disposizione di Mourinho per la partita casalinga contro il Milan del 31 ottobre. La prognosi, infatti, dovrebbe essere intorno alla decina di giorni di stop, ma a Trigoria vogliono monitorare la situazione giorno per giorno, cercando appunto che esca fuori quel coniglio dal cilindro chiamato Napoli.

Il Messaggero: Il gol annullato ad Abraham fa ancora discutere. Tiziano Piero ex arbitro e opinionista Rai, ha invece le idee chiare: “E’ una lettura sbagliata di un’eccellenza del fischietto. Tutto nasce dal contatto precedente tra Danilo ed Abraham, Orsato porta il fischietto in bocca avendo un dubbio. Quando Szczesny subito dopo esce in modo rovinoso su Mkhitaryan, fischia. E’ stato un gesto istintivo, in questo caso ha sbagliato".

E se invece Abraham avesse calciato alto?Bella domanda (ride, ndr). Avendo dato il vantaggio, questo si concretizza nel momento in cui tira. Poi però accade quasi sempre il contrario e si fischia il rigore.

Il Tempo: Di “porcate” contro la Roma se ne sono viste molte e non serviva di certo Orsatoa far suonare il campanello d’allarme sul tema. Una vecchia storia che domenica ha mandato su tutte le furie Mourinho. Perché si può perdere a Torino contro la Juventus, ma una sfida così non può essere decisa dall’incapacità di un arbitro e per giunta sempre lo stesso. Come riporta Il Tempo, i giallorossi hanno più di un motivo per lamentarsi, ma la cosa non può e non deve diventare un alibi, perché i numeri dovrebbero far suonare ben altro campanello. Negli ultimi due anni la Roma ha perso tutti o quasi gli scontri diretti contro le altre big del campionato. E quando non lo ha fatto si trattava di gare di fine stagione. I giallorossi nelle ultime due annate negli scontri diretti con Juventus, Inter, Milan, Atalanta, Napoli e Lazio, hanno vinto solo quattro volte, pareggiato otto e rimediato ben dodici sconfitte.


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