Cesari: "Maresca ieri è da 4. Il sistema di formazione arbitrale non funziona"

Scritto da Claudio Capuano  | 
Maresca

Graziano Cesari, ex arbitro di Serie A, è intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport all'interno del programma “A qualcuno piace calcio” per parlare dell'arbitraggio di Roma-Milan:

"Per me il voto dell'arbitro è quattro, quindi una bocciatura totale. Dalla gestione iniziale alla gestione finale della partita. Quattro al direttore di gara ed a Mazzoleni al VAR. I cartellini erano esagerati, perchè la partita è stata  agonistica ma corretta.
Il rigore per il Milan c'è, non ho capito perchè Mazzoleni ha richiamato Maresca al VAR. Da quel momento li  feeling tra i due si è rotto. Infatti i falli su Felix e Pellegrini erano da rivedere. Per non parlare del calcio di Kjaer su Pellegrini. La Roma ha sempre protestato educatamente con l'arbitro, senza accerchiarlo.  Gli arbitri non accettano le proteste plateali, ma se fanno così si tornerà inevitabilmente ad un calcio più confuso e verbale che giocato. Questo è molto pericoloso. Tenete presente che gli arbitri si sono abituati per un anno e mezzo ad arbitrare senza pubblico, si erano abituati bene. Il tifo ovviamente sente la partita e potrebbe condizionare il direttore di gara. Servono arbitri con più personalità.
E' normale che in una partita ci sia un'analisi tecnica ed un'analisi degli episodi, è assolutamente normale. Se tu concedi il calcio di rigore su Pellegrini e lo segna è normale che la partita finisce in un modo diverso rispetto a come sia finita. Poi ovviamente tutti parleranno del rigore non concesso e non più della partita in se e del gioco.
Il sistema di formazione arbitrale non funziona. La geopolitica meritocratica non funziona. La geopolitica nel mondo arbitrale non dovrebbe esistere. Se ho 10 arbitri di Roma bravi faccio arbitrare loro, non prendo quello di Genova che è meno bravo. Poi le regole, non sono chiare. Il regolamento non è chiaro. Il fuorigioco è cambiato varie volte negli ultimi 10 anni, il fallo di mano ancora non si è capito quando c'è e quando no. Il regolamento del protocollo VAR non si capisce e ci sono persone non preparate per farlo il VAR. Avevamo fino a qualche anno fa tre arbitri italiani nella Top Class della Fifa, ovvero arbitrati adatti a dirigere le finali. Oggi ne abbiamo solo uno, la proporzione è semplice. Se abbiamo fatto questo passo indietro vuol dire che qualcosa non funziona. E poi non parlano, quando invece potrebbero parlare e spiegare alcune cose.
Alla nona giornata abbiamo avuto l'episodio di Inter-Juventus dove è legittimo e doveroso l'intervento del VAR. I vertici hanno deciso che si può fare in determinate situazioni e questa è la regola. Sul fallo ricevuto da Pellegrini è chiaro che ci sia stata incomprensione dopo la revisione sul rigore del Milan che poteva anche non essere rivisto. Dopo quell'episodio l'arbitro si è sentito poco tutelato o quantomeno messo in discussione dal suo collega al VAR. Lui vede bene l'azione ma viene richiamato, lo richiami per vedere che cosa? Quindi per me è stata un'incomprensione e non so cosa sia scattato nella testa di Mazzoleni. Io vorrei sentire qualche volta, e spero succeda spesso, i colloqui che avvengono tra arbitro e VAR.
L'arbitraggio è fatto di psicologia e si deve assorbire la tensione del pre gara. Se non sei capace di fare queste due cose non devi scendere in campo. Per psicologia intendo sentire la tensione della partita e capire gli stati d'animo dei giocatori.
Ieri la revisione trasmessa sul maxi-schermo dell'Olimpico mi sembra giusta. E' giusto che tutti si riveda quello che è successo, anche per avere trasparenza".


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