Ricominciamo

Scritto da Leonardo Cocchi  | 

Nicolò Zaniolo e Tammy Abraham

La forza di una squadra risiede nella capacità di reagire ai momenti di maggiore difficoltà.

La Roma, uscita sconfitta dal derby della Capitale, è chiamata a reagire, a restare viva. Ci sono macchie indelebili, che nonostante l'utilizzo di decine di prodotti non vogliono saperne di andar via. Ci sono macchie, invece, sulle quali si può intervenire, alle quali si può porre rimedio. Rimuginare ed imprecare sulla macchia allunga i tempi di reazione, complica maledettamente le cose fino a portarti a buttare ciò che ormai è segnato in maniera indelebile.

Un derby perso alla sesta giornata di campionato scotta, brucia, reca dolore, ma non è e non potrà mai essere il crocevia della morte. Non c'è spazio e non c'è tempo per abbattersi, la reazione dev'essere pronta e decisa perché non si può macchiare ciò che presto potrebbe non esserlo più. José Mourinho lo sa, lo ha sempre saputo. I momenti bui sarebbero arrivati, le difficoltà non si sarebbero fatte attendere per l'eternità, presto avrebbero bussato alle porte di Trigoria e così, prontamente, hanno fatto. Impensabile perdere la bussola, impensabile pensare di smarrirsi adesso.

La Roma c'è, è viva, ha il fuoco dentro, non può essere un risultato negativo a mettere in dubbio tutto. Il gruppo è coeso, unito, compatto. Se la fase difensiva non lo è, presto lo sarà. Per cancellare una macchia balorda non è sufficiente un solo attimo, c'è bisogno di più tempo. L'attimo va contestualizzato, va messo nel contesto di una società sportiva in costruzione, nel contesto di un progetto a medio-lungo termine, nel contesto di una squadra che squadra, fino a poco tempo fa, non era.

Non è la fine, non è neanche il punto d'inizio di un tracollo. Da qui si riparte, da qui si ricomincia. L'immagine della squadra che si unisce al centro del campo dopo il fischio finale che sancisce una sconfitta dolorosa è emblematica, è la dimostrazione del fatto che quest'anno si respira un'aria diversa. Non è più il tempo dei contrasti, dei conflitti interni, degli abusi di potere, degli ammutinamenti. Ora è il tempo del "tutti sulla stessa barca" anche quando c'è tempesta, perché la tempesta passerà e la Roma sarà sempre lì.


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