Fonseca: "Il primo tempo non abbiamo giocato. Alla Roma sono cresciuto molto"

Scritto da Federico Falvo  | 
Paulo Fonseca, allenatore della Roma, ha parlato ai microfoni di Sky Sport al termine del match contro lo Spezia: Cosa ha pensato dopo la fine del primo tempo, con la Roma sotto 2-0 e poi il sollievo per il pareggio in extremis? "E’ stato molto difficile, il primo tempo non abbiamo giocato, non abbiamo fatto niente, senza aggressività. Ho detto ai ragazzi che così non era possibile, non si poteva avere un risultato positivo. La seconda parte è stata totalmente diversa e abbiamo fatto due gol importanti per noi". Il suo più grande pregio è stato il rapporto con l’ambiente. Qual è stato il suo più grande errore invece? Cosa ha imparato in questi due anni? "Tante cose. Ho imparato molto, non voglio nominarne una. E’ stata una stagione importante per me e per il mio futuro, come ho detto è stato un grande piacere allenare la Roma. Sono cresciuto molto, il calcio italiano non è facile per un allenatore che arriva da fuori, ma oggi posso dire che mi sono adattato, che sono un altro allenatore". Quante possibilità ci sono di rimanere in Italia? "Ci sono possibilità di restare, di andare fuori, di restare un po’ a casa, vediamo la prossima settimana che cosa succede". Ci arriva voce che la prossima settimana vede la Fiorentina, è vero? "Non posso dire niente in questo momento".

Fonseca a Roma TV

Obiettivo raggiunto con tanta sofferenza "Abbiamo giocato la prima parte senza aggressività difensiva, passivamente. Poi abbiamo cambiato atteggiamento abbiamo fatto due gol e abbiamo raggiunto l’obiettivo minimo". Tanti alti e bassi visti questa sera e in questa stagione "Sì, la squadra ha gli stessi problemi. E’ difficile capire determinate cose. I giocatori all’intervallo hanno capito che era importante cambiare atteggiamento, aggressività e velocità di circolazione. Questa squadra ha la possibilità di fare di più". Ha detto che la Roma l’avrà sempre nel cuore, e io avrò sempre nel cuore lei. Come si spiega la leggerezza nel modo di giocare determinate gare? "Difficile da spiegare. Arrivavamo qui con una certezza: vincere la partita. L’abbiamo preparata bene, ma è difficile spiegare questo atteggiamento. E’ successo in molte partite che la squadra ha reagito dopo aver sofferto. Ma dopo è più difficile cambiare i risultati: è una questione mentale, anche mia, che devo cambiare". Le motivazioni dovevano essere solo della Roma, invece le ha avute lo Spezia. Come mai? "E’ difficile da spiegare. Noi parliamo e lavoriamo, ho detto dell’importanza di questa partita per la Roma e per i giocatori che rimanevano. L’atteggiamento della squadra però non è stato buono nel primo tempo. Abbiamo pensato che lo Spezia non avesse voglia di vincere, invece non è così, tutte le gare sono difficili qui in Italia. Poi abbiamo parlato all’intervallo, ho detto che questo non era l’atteggiamento per una squadra come la Roma. Hanno capito e hanno cambiato. Difficile cambiare questa questione mentale". “Voglio dire che per me è stato un piacere lavorare con voi, è stato anche divertente e con grande rispetto. Noi allenatori dobbiamo essere aperti alle critiche costruttive, tra noi c’è stato sempre grande rispetto anche in un momento difficile. Anche nei momenti difficili ho sentito il vostro sostegno, è stato molto importante“.

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