Milan, Maldini: "Mourinho è un fenomeno mediatico, quello che fatto in carriera resterà scritto nella storia"

Scritto da Leonardo Cocchi  | 

Paolo Maldini, dirigente ed ex capitano storico del Milan, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Dazn nel pre-partita di Roma - Milan. Ecco le sue dichiarazioni:

Ibrahimovic?
“Sappiamo che tipo di giocatore sia e quanto sia importante, così come Pioli che è un uomo-chiave della nostra rinascita sportiva e penso sia evidente per tutti”.

Che effetto le ha fatto sentire Mourinho parlare di lei?
“Fa piacere, da entrambe le parti c’era voglia di vincere quando era all’Inter, ma c’è sempre stato rispetto. Lui è un fenomeno mediatico, quello che fatto in carriera resterà scritto nella storia”.

Il Milan sta rendendo al massimo in questo momento: c’è una scelta che avete fatto sulla quale eravate meno sicuri?
“Alla fine erano tutte scelte abbastanza rischiose, abbiamo fatto un mercato non come quelli di Berlusconi, abbiamo preso calciatori di talento ma ancora non esplosi tipo Theo Hernandez, oppure Diaz che aveva qualità ma aveva giocato pochissimi. Anche il riscatto di Tonali è passato dopo tante discussioni, sapevamo che era solo una questione di tempo e la questione del prestito non gli ha giovato. Abbiamo rischiato, però adesso ci sentiamo più forti e completi dell’anno scorso, anche i giovanissimi hanno un anno in più e questo fa la differenza”.

Si respira questo clima familiare a Milanello: per tanti anni sei stato il padrone di casa, secondo te è tornata la mentalità vincente del vecchio Milan?
“La mentalità è stata importantissima, abbiamo avuto tanti infortuni ma stiamo facendo bene. Per arrivare a quel tipo di Milan c’è bisogno di tempo, squadre come Atletico Madrid e Liverpool sono ancora avanti a noi. Abbiamo un’idea generale di calcio offensivo, forse il percorso potrebbe essere più veloce del previsto, dobbiamo trasmettere questa volontà di tornare ai tempi di una volta”.

Roma e Inter decisive?
“Ce la giochiamo con tutte, il Napoli è forte, la Roma anche. Le squadre più piccole hanno tolto punti alle grandi e serve continuità, poi non puoi pensare di vincerle tutto, un passo falso accadrà”.


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