Mourinho: “Non parlo del 2 a 2. E’ un anno di transizione”

Scritto da Daniele Aloisi  | 

Produzione offensiva notevole, avete tirato tantissimo, è mancata un po’ di cattiveria?
Difficile dire cattiveria, per me una parte importante della storia della partita è il nostro gioco offensivo. Abbiamo creato tanto, tante mezze opportunità, è mancato l’ultimo passo. Siamo arrivati con tremenda facilità in posizione di ampiezza. Due attaccanti con buona mobilità. Parte della partita è stato il gioco offensivo ed è difficile commentare come sia possibile fare solo due gol con tanto gioco offensivo. La seconda parte sono il primo e il terzo gol. Ieri ci siamo allenati sulle palle inattive, e abbiamo sbagliato. Il terzo è una interpretazione negativa di un fuorigioco. E poi c’è una storia più piccola che diventa un momento importante della partita, il secondo gol del Venezia, che… devo proteggere me stesso. E proteggermi vuol dire non esprimermi.

Si riferisce alle vicende arbitrali?
Il secondo gol.. Possiamo parlare anche di giocatori che avrebbero dovuto prendere cartellini gialli per falli tattici, ma sono piccoli dettagli. Abbiamo avuto modo di fare il 3-1, però la realtà è che eravamo in controllo, 2-1, e quello che è successo per me… non voglio dire di più. Preferisco dire solo che è un momento importante della partita, e basta.

Ha sbagliato la società a pensare che fosse una squadra da 4o posto o lei ha sbagliato a non riuscire a dare equilibrio?
Tu avrai la tua opinione, io la mia. Come allenatore devo mettere un po’ di ambizione, di motivazione, non solo ai giocatori ma anche a me stesso. Dire che il quarto posto è un obiettivo non significa che siamo da quarto posto. Vogliamo puntarci, non ho mai detto che eravamo una squadra da quarto posto. Ma dico e continuerò a dire che è l’obiettivo, fino a che sarà matematicamente possibile. Lo sforzo che la società ha fatto questa estate secondo me è stato un mercato più reattivo che obiettivo di rinforzi. Non penso che questa rosa sia meglio dell’anno scorso. Abbiamo perso giocatori di esperienza e di rosa, ad esempio i due terzini in panchina erano Reynolds e Tripi. Tripi è della Primavera e Reynolds ha fatto due partite in Serie A. Bruno Peres sarebbe utile, Juan Jesus sarebbe utile. E’ stato un mercato di reazione, io sono vicino alla società in questo. Il portiere è stata una scelta mia, l’ho voluto io, poi un terzino è stato di reazione perchè abbiamo perso Spinazzola. Tammy anche, perchè è andato via Dzeko. Gli altri sono dell’anno scorso. Non è questa la stagione per avere obiettivi chiari, io ho tre anni, c’è un progetto. Questa stagione è importante per me per capire qualcosa che potrei non aver capito prima di arrivare, ora capisco più di due mesi fa. E sull’equilibrio… Le squadre si costruiscono su un modello di gioco. Quando hai una rosa dove non hai due giocatori simili in ogni posizione, anche tu come allenatore diventi reattivo, invece che costruttivo. Oggi, al di là che abbiamo fatto una grande partita offensiva, abbiamo avuto difficoltà di costruzione. Karsdorp infortunato, con un giallo, se Darmian sta così, entra Dumfries, o Kjaer e Romagnoli, ti potrei dare mille esempi. Noi siamo in costruzione. La motivazione per noi sarà sempre il quarto posto fino a che è matematicamente possibile. Dobbiamo mettere un target al di là del potenziale. E gli episodi… magari un giorno capirò perchè ci sono delle cose che con gli anni sono nascosti, forse capirò.

Una partita divertente per gli esterni, cosa è successo però?
Il perchè di questa sconfitta? Si può dividere la storia della partita fra il dominio del calcio offensivo e la creazione delle opportunità che abbiamo avuto e che non siamo riusciti a trasformare in gol. Due gol con tanto dominio è poco. E’ una partita che con più qualità tecnica si potevano fare 4-5 gol senza problemi. Poi devo mettere nella storia il primo e il terzo gol. Il primo su palla inattiva, su cui lavoriamo ogni settimana. E il terzi in contropiede, non si può rischiare così il fuorigioco e non si può fermare la corsa difensiva. E dopo un altro momento, uno in cui devo essere controllato, ovvero il secondo. Iniziamo il secondo tempo con un obiettivo chiaro, finire la partita e andare a segnare. Abbiamo avuto opportunità. Poi il loro secondo gol ha cambiato la partita. Purtroppo ha cambiato la partita. L’arbitro non è qui, il Var non è qui, è così. Dobbiamo digerire la situazione e soffrire. Perchè gente che lavora come noi soffre quando si perde.

Cosa non le piace dell’episodio da rigore?
Preferisco non entrare nel merito. Le regole di solito, per chi capisce poco di calcio, sono per tutti. Poi c’è l’interpretazione della regole. E poi c’è lo spazio del dubbio, che di solito, quando arrivi alla fine della stagione, dici che in questa o quella partita è andata per noi, di solito alla fine della stagione trovi un equilibrio. Questo è il calcio. Però quando è una accumulazione settimana dopo settimana, inizi a pensare che è meglio stare zitto perchè non posso dire quello che penso.

Si chiede perchè?
Me lo sono chiesto sì, e ho risposto a me stesso, ma non posso dirlo.

Le sta piacendo questa Roma quindi…
No, abbiamo dei problemi, ovviamente. Quando si cerca di costruire una squadra devi partire da un modello di gioco, ma se la rosa è squilibrata, dove non ci sono opzioni per ruoli, quando perdi un giocatore per infortunio, stanchezza o cartellini, devi reagire come allenatore, devi inventare una soluzione, e non costruire. Non abbiamo due giocatori per posizione. Oggi Karsdorp aveva un cartellino e non era fisicamente al meglio. Chi gioca? Non parliamo di Darmian e Dumfries, o Kjaer e Romagnoli. Ma di una rosa che ha delle limitazione, e non è una critica alla mia società. Perchè la mia società sa quello che sta facendo e quello che ha fatto. E’ stato un mercato per reagire e pulire, per reagire a situazioni disperate, come perdere Spinazzola e Dzeko. Non è una critica, ma è una realtà. Non è una stagione per pensare a grandi cose. Ma devo elevare l’ambizione della squadra. Matematicamente per quanto possibile il quarto posto è la nostra meta.


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