Tutti in politica per Atac

Scritto da Anna Grossi  | 

Più di 1000 domande sono arrivate dai dipendenti Atac per fare i rappresentanti di lista o altri ruoli in vista delle elezioni di domenica 25 settembre ma la risposta è “no”.
Alla direzione di Atac sono arrivate oltre 1.000 richieste di permesso, di queste più di 900 sono autisti, da parte di dipendenti decisi a svolgere funzioni di rappresentante di lista, scrutatore, segretario e presidente di seggio. Richieste che, se venissero accolte, comporterebbero ovviamente un corto circuito per la circolazione dei mezzi pubblici.

Il direttore generale di Atac, Alberto Zorzan, quindi ha parlato di “numero abnorme” e ha deciso di prendere posizione netta, scrivendo una lettera inviata all’assessorato ai Trasporti, al sindaco Roberto Gualtieri e per conoscenza anche al prefetto Matteo Piantedosi. Una comunicazione in cui chiarisce che no, non è possibile pensare di accettare 1.159 richieste di permesso da parte di autisti, operatori di stazione e macchinisti che aspirano a svolgere le funzioni di rappresentanti di lista.

Se si soddisfasse la mole di richieste, infatti, oltre 900 autisti Atac si assenterebbero dal servizio per tre giorni, dal 25 al 27 settembre, per contribuire al funzionamento della macchina elettorale. Con conseguenti ripercussioni sul trasporto pubblico locale per mancanza di conducenti per bus, tram e metro, tra l’altro in giorni in cui moltissime persone si muoveranno con i mezzi pubblici per raggiungere i seggi e andare a votare. Zorzan è quindi stato chiaro: la partecipata del Comune non concederà permessi ai dipendenti incaricati di svolgere le funzioni di rappresentanti di lista, ma accetterà le richieste avanzate da chi è stato incaricato di fare il presidente di seggio, lo scrutatore o il segretario. E cioè 70 dipendenti sui 1.229 che hanno presentato domanda: tutti gli altri hanno già ricevuto una lettera da parte di Atac in cui viene comunicato il rigetto della richiesta di permesso, motivato dalla necessità di "contemperare le prerogative attribuite dalla legge in materia elettorale con il diritto alla mobilità costituzionalmente garantito alla cittadinanza.


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