Sarà ballottaggio Michetti-Gualtieri

Scritto da Anna Grossi  | 

Mancano poche sezioni ma oramai il dato è certo, a Roma sono state confermate le previsioni dei sondaggi e quindi lo scontro finale sarà un testa a testa tra Enrico Michetti e Roberto Gualtieri. Eccoli i dati quasi definitivi

Enrico Michetti (30,21) e Roberto Gualtieri (27%). Terzo Carlo Calenda (19,17%) e quarta Virginia Raggi (19.15%). Una sorpresa alla fine per Carlo Calenda, sua la prima lista della capitale, che supera Virginia Raggi lasciandola all’ultimo posto, una vera sconfitta per lei che fino alla sera si vantava "Sono l'unica che ha tenuto testa alle corazzate del centro-destra e centro-sinistra" e invece ha dovuto ammettere che gli elettori l’hanno abbandonata.

Enrico Michetti invece arriva vittorioso al comitato elettorale di via Malafonte alle 20 “Sono molto contento. Siamo in testa e il merito è dell‘impegno di tutti. In due mesi abbiamo fatto una campagna elettorale straordinaria raggiungendo tutti i territori di Roma. E tutti sia all’interno che nei territori mi hanno fatto sentire il loro affetto. Credo che sia arrivato il momento di dare risposte a questa città. I cittadini romani vivono problemi come le attese fino a 36 anni per la risposta a un condono, per una conferma a costruire o una licenza devono aspettare tempi memorabili, e quindi la prima attenzione deve essere rivolta alla macchina, serve conoscere la macchina amministrativa per farla ripartire, è questo che ci sta a cuore. Oggi la città è immobile, sulle buche, l’igiene urbana, la cura del verde, la manutenzione dei plessi scolastici, perché cambiano i soggetti ma sono tutti carenti del medesimo requisito, non conoscono la macchina, e se non conosci la macchina non la governi. Bisogna conoscere la macchina per farla ripartire. Inutile parlare di sogni se non si sa come realizzarli. Ci vuole un sindaco che sa scrivere gli atti senza dipendere dai dirigenti. Intorno a me ho sentito un affetto straordinario. Un grazie anche ai colleghi avversari che si sono spesi per la città, temevo questa astensione, cercheremo di tornare fra la gente e far capire il nostro programma».

Così invece Roberto Gualtieri ai microfoni:
"Siamo molto soddisfatti. Siamo al ballottaggio e adesso ci impegneremo per dare ai romani una roma all’altezza di una grande capitale europea. Siamo molto fiduciosi e molto ottimisti, la vittoria di Casu è importante perché abbiamo eletto un giovane parlamentare capace. Affronteremo queste ultime due settimane di campagna con grande umiltà, impegno, determinazione, apertura e grande capacità di ascolto, affermando le nostre idee e la nostra visione, perché noi siamo convinti che Roma può rinascere, Roma può essere governata in modo efficiente e non solo può avere una buona amministrazione, ma un ruolo di punta tra le grandi Capitali europee e essere di nuovo guida di una stagione di rilancio del Paese nel segno della crescita, della creazione di buona occupazione, di inclusione, di transizione ecologica e di riduzione delle distanze. Con ancora maggiore impegno e determinazione lavoreremo non solo per convincere gli elettori a sostenerci, ma anche per prepararci a una stagione di governo impegnativa ma stimolante, perche Roma ha potenzialità straordinarie e i cittadini lo hanno capito. La nostra campagna non sarà semplicemente chiedere il voto ai romani, ma chiamare a raccolta tutte le forze della città per aprire una stagione di rinascita e riscatto per Roma".

E se è vero che gli sfidanti al ballottaggio cercano i voti degli sconfitti la risposta di questi ultimi non è tardata ad arrivare.

Deluso Carlo Calenda, anche se è sua la prima lista della capitale. "Se da un lato siamo contenti di essere arrivati a questo risultato, che apre una fase di lavoro anche a livello nazionale dall’altro ci dispiace che i numeri non ci vedano al ballottaggio. È stato uno sforzo titanico, una sfida senza altre liste accanto. Non abbiamo fatto una campagna di testimonianza ma un lavoro duro e sodo per presentare a Roma delle proposte articolare che per noi servivano per rilanciare questa città, un lavoro faticoso, difficile e ci ho lavorato un anno. E ora sono molto dispiaciuto. Quando non si raggiunge l'obiettivo per cui ci si è spesi, bisogna dirlo. Non faremo apparentamenti e non faremo alleanze perché il nostro è un elettorato misto e sarebbe tradire la loro fiducia, dirò a chi andrà il mio voto personale ma non voglio minimamente influenzare l’elettorato che deve essere libero. Carlo Calenda, il leader di Azione, l'outsider che ha riempito le piazze nella corsa per il Campidoglio ma non le urne, parla della sconfitta e a domanda sul futuro conferma “volevo fare il sindaco, ma non essendo stato eletto rimarrò all’Europarlamento”.

Si presenta invece davanti ai microfoni triste ma forte la Raggi, indispettita proprio inizialmente dal siparietto di cui si deve tendere protagonista per sistemare i microfoni stessi, ringrazia, elenca le tante cose fatte in questi anni e i tanti attacchi, anche personali, a cui ha dovuto tenere testa. Quasi commossa quando parla dei tanti progetti che sa che dovrà lasciare lì, pensando magari a quante persone facevano affidamento su questi, alcuni già finanziati e spera non vengano abbandonati da chi verrà dopo di lei. “Mi sono accollata, come si dice a Roma, la parte dura del lavoro, adesso chi viene dopo, non ha più scuse per non lavorare bene, e noi vigileremo su questo. Il mio cuore e il mio pensiero va agli ultimi, ai più deboli, alle periferie” ringrazia tutti Virginia Raggi, anche Conte e Di Maio che “ci hanno messo la faccia” e ringrazia anche chi l’ha votata, assicurando che i loro voti “non verranno svenduti nei saldi di fine stagione” non darà indicazioni di voto e conclude con “Roma prima di tutto, noi andremo avanti comunque, con un progetto, con coraggio e a testa”.

Un dato comunque unisce tutta la politica ed è quello di astensione record, urne vuote a Roma solo il 48,83% dei Romani ha votato, sicuramente la politica si dovrà interrogare molto su questi dato e qualcuno come Giorgia Meloni lo sta gia facendo “Astensionismo al 50% è crisi democratica”.

L’appuntamento ora per i romani è fissato per il 17 e il 18 ottobre


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