La Roma dai due volti

Scritto da Leonardo Cocchi  | 

Marash Kumbulla e Segio Oliveira (Photo Pruneti)

Gli ottavi di finale di Coppa Italia, perlomeno nella storia recente della competizione, si sono sempre rivelati un ostacolo più insidioso del previsto.

Il Lecce di Marco Baroni, che tanto bene sta facendo in Serie B, è sceso sul terreno di gioco dell'Olimpico con grinta, determinazione e con il giusto pizzico di sfrontatezza, quella di chi sa di non fronteggiare un avversario irresistibile.

La Roma, fragile ed insicura, disputa un primo tempo caratterizzato da errori tecnici e tattici piuttosto elementari.
La rete di Calabresi, ex di giornata, stende il tappeto rosso ai soliti e ormai noti fantasmi, a riportare serenità ci pensa il pareggio di Kumbulla.

Josè Mourinho dà la sferzata decisiva al match all'intervallo, con gli ingressi in campo di Zaniolo, Mkhitaryan e Viña. I padroni di casa si comportano da tali, dettano le regole e finalmente comandano il gioco.

Nell'azione che porta al gol del sorpasso di Abraham, il quindicesimo in stagione, rientrano proprio Mkhitaryan e Zaniolo. Pallone tra le linee servito dall'armeno e colpo di tacco del numero 22 a liberare il centravanti inglese, che controlla, si gira e, con un destro secco, potente e di sfondamento, pesca l'angolino alla destra di Gabriel.

L'espulsione per somma di ammonizioni di Gargiulo, arrivata intorno all'ora di gioco, mette in discesa un match che, almeno fino a quel momento, non lo era mai stato.
Gabriel para tutto ciò che può parare, lascia passare solamente i troppi palloni non indirizzati verso lo specchio della porta.

L'estremo difensore brasiliano ingaggia soprattutto un duello con Zaniolo, che, accecato dalla voglia di gonfiare la rete, risulta essere troppo egoista in alcuni frangenti. La Roma cala il tris con il subentrato Shomurodov, tris che, considerando il numero di occasioni create, è decisamente tardivo.

Un secondo tempo ben giocato mette leggermente in ombra una prima frazione di gioco inspiegabile.
La Roma vince e non convince, ma porta a casa quello che in una competizione ad eliminazione diretta conta di più: il risultato.

Ai quarti di finale lo Special One tornerà a San Siro, questa volta da avversario dell'Inter.
I giallorossi sono chiamati a compiere l'impresa, ma guai a disputare una partita con l'atteggiamento di chi ha perso ancor prima di aver messo piede in campo.


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