LA RASSEGNA STAMPA DI DIES ROMAE

Scritto da Gianluca Gianoli  | 

Questi i titoli dei principali quotidiani sportivi: 

Il Messaggero: Domenica all'Olimpico, ore 18, finalmente vedremo Sarri contro Mourinho. Prima si deve passare da Roma-Udinese e Torino-Lazio di domani, certo. Ma intanto si possono fare due passi tra le statistiche della serie A dopo i primi quattro turni, per cominciare a intuire dai numeri che derby sarà. Hanno una caratteristica comune: segnano molto, 11 gol, secondo miglior attacco dietro l'Inter (15), ma incassano troppo. La Roma è la settima difesa con 5 gol subiti, la Lazio è nona, con 6. La produzione offensiva è comunque fluida, di quello Sarri e Mourinho non si possono lamentare: dietro il Napoli, la Roma è seconda per tiri in porta (63, con tre pali) e la Lazio terza (61, zero pali ma 30 tiri nello specchio, dato migliore della A). Le analogie finiscono qui. Il dato sulle parate preoccupa Mourinho: Rui Patricio ne ha compiute 16, più di tutti davanti ai portieri di Salernitana, Spezia e Venezia, addirittura nei primi 5 campionati d'Europa solo i portieri di Leeds e Bochum sono intervenuti di più. Segno di difesa esposta a troppi refoli. Reina della Lazio ha parato solo 6 volte. La Lazio ha segnato 7 gol nei primi tempi e la Roma 8 nella ripresa, che i romanisti vincono qualche duello aereo in più (15-10 a partita), possiamo tirare le somme. La Roma ha problemi di natura tecnica in fase di costruzione del gioco, e di natura organizzativa in fase di ripiegamento; quest'ultimo è anche il problema della Lazio, che sa tener palla ma tende a slabbrarsi quando la perde, infatti ha sempre preso gol in contropiede. 

Leggo: Dal Texas al derby della capitale. I Friedkin stanno per conoscere finalmente l'atmosfera della stracittadina dopo aver vissuto da vicino l'entusiasmo di una tifoseria rinvigorita dal cambio di proprietà e (almeno stando a guardare il botteghino e gli applausi del Bentegodi) poco preoccupata dal ko col Verona. Dan e Ryan attendono il loro primo vero derby in tribuna anche se fuori casa, quello con le due tifoserie a dare spettacolo prima ancora delle squadre in campo. Dan e Ryan non parlano molto. Anzi non parlano praticamente mai. Ma ascoltano le richieste della piazza, quel sentimento popolare trascurato in passato. Lo dimostra l'imminente sold out con l'Udinese, il quarto di fila per quanto il Covid possa permettere (a proposito oggi e domani ci si potrà vaccinare all'Olimpico). Piene Curve e Distinti saranno anche al derby visto che ieri sono finiti tutti i 10mila biglietti a disposizione. Sarà la prima stracittadina post Covid, l'esordio dell'era Mourinho. E con l'ormai quasi certa decisione di allargare all'80% la capienza c'è da scommettere che l'entusiasmo aumenterà. I Friedkin hanno accolto la richiesta di Mou di mandare l'inno di Venditti con le squadre già in campo, e quella della Sud di far ascoltare anche la canzone Mai sola Mai di Conidi. Piccoli segnali che significano tanto. Prima, però, c'è l'Udinese per riscattare il ko di domenica scorsa e non mollare il treno di testa. Mourinho ha svolto un focus sul lavoro difensivo che devono compiere gli esterni d'attacco ma contro i bianconeri probabilmente dovrà fare di nuovo a meno di Vina. Recuperati pienamente invece Mkhitaryan e Smalling. Si avvicina a grandi passi, infine, il rinnovo di Pellegrini. Due giorni dopo il derby ci dovrebbe essere l'incontro conclusivo tra le parti e la firma su un quinquennale da 4 milioni.

Corriere della Sera: Anche contro l’Udinese, domani sera all’Olimpico, José Mourinho sarà costretto a fronteggiare una vera e propria emergenza terzini. Matias Viña, che in settimana ha accusato una distorsione al ginocchio che gli ha impedito di giocare contro il Verona, difficilmente tornerà a disposizione per il match contro i friulani: l’obiettivo è averlo abile per il derby contro la Lazio, domenica 26 alle 18. Toccherà ancora a Riccardo Calafiori. C'è anche l'idea di schierare Ibañez, questa volta però non a destra ma a sinistra, dove si trova meglio. Una mano a Mou potrebbe darla il ritorno di Chris Smalling: da quando è rientrato, il difensore inglese ha giocato tutto il match in Conference League contro il Cska Sofia e gli ultimi minuti contro il Verona, in cui per la prima volta in stagione è stata provata la difesa a tre, con Smalling insieme a Mancini e Ibanez. Difficile che contro l’Udinese si riparta dai tre centrali, ma sicuramente il recupero di Smalling  può offrire a Mourinho maggiori soluzioni anche a partita in corso. Contro l’Udinese, domani sera, i tifosi riempiranno ancora una volta gli spalti dell’Olimpico: sono circa 26 mila i biglietti già venduti, sui 30 mila disponibili per le limitazioni anti Covid-19; sono già esauriti, invece, i 10 mila tagliandi che erano disponibili per i sostenitori giallorossi per il derby. Oggi alle 12, invece, partirà la vendita in prelazione per gli abbonati dei biglietti per il match (domenica 3 ottobre, ore 18) contro l’Empoli del’ex Andreazzoli.

Gazzetta dello Sport: Pellegrini nasce mezzala, ha giocato trequartista e anche mediano davanti alla difesa. Oggi, però, è soprattutto una seconda punta, l’uomo che giostra alle spalle di Abraham e che spesso lo affianca. Ed è facile pensare che quest’anno possa superare il suo record di marcature personali, le 11 messe a segno nella scorsa stagione. Da quando ha preso la Roma in mano José Mourinho ha capito che Lorenzo Pellegrini aveva davvero qualcosa di speciale. E da fine psicologo qual è, ha anche intuito che quel qualcosa andava solo tirato fuori. Oggi sembra quasi che danzi in campo, ha una leggerezza che nasce da una testa molto più forte di prima. Lo stesso Totti non ci ha pensato su neanche un attimo a designarlo come suo erede. Ha ereditato la fascia in modo burrascoso, dopo il litigio tra Dzeko e Fonseca. Essere diventato capitano ai “danni” di un amico non lo faceva stare bene. Moralmente soffriva, si sentiva quasi in difficoltà. Dzeko ora non c’è più e Pellegrini può godersi la fascia senza alcun senso di colpa.


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