Mourinho si presenta alla Roma: "Grazie ai tifosi per come mi hanno accolto. Sono in debito con loro"

José Mourinho, nuovo allenatore della Roma, è pronto a cimentarsi in questa nuova avventura a tinte giallorosse. Sulla Terrazza Caffarelli lo Special One parlerà alla stampa per presentare la nuova stagione con la Roma.

Scritto da Martina Stella  | 
Josè Mourinho, allenatore AS.Roma

Arrivato Thiago Pinto, che aprirà la presentazione di Mourinho. Stretta di mano fra i due e foto di rito per la stampa.

Parla Thiago Pinto: "Buongiorno a tutti. Mi scuso per il mio italiano non perfetto. Ecco Mourinho, credo basti. E' il primo step per la nuova era della Roma. La carriera di Mourinho parla da se e vorrei ringraziare Dan e Ryan Friedkin per averlo portato alla Roma. Grazie anche a Mourinho per accettato il progetto della Roma".

Parla Mourinho: "Prima di tutto grazie ai tifosi, che mi hanno accolto in maniera eccezionale. Ancora non ho fatto nulla ma l'accoglienza è stata davvero emozionante, mi sento in debito con loro. Grazie alla famiglia Friedkin, ma il modo come i tifosi mi hanno ricevuto mi ha colpito, è stato fantastico. Siamo vicino la statua di Marco Aurelio, e nulla viene dal nulla. Quello che i Friedkin vogliono fare con il club, per come ne abbiamo parlato, è qualcosa di grande. Vogliamo costruire il futuro ma senza dimenticare il nostro glorioso passato. I Friedkin vogliono fare grandi cose, anche in ottica futuro, con grande passione. Adesso è tempo di lavorare, con il mio staff e con la mentalità dedita al lavoro. Ho scelto la Roma anche per la splendida città, una città di responsabilità e c'è un legame incredibile tra squadra e città per via del nome e dei colori. C'è tanta responsabilità che sento ma non siamo qui in vacanza, siamo qui per lavorare. Allenamento alle 16, grazie e arrivederci (ride, ndr)"

Come sentirà a lavorare in una città, o in Italia, dove si pensa al calcio tutto il giorno?
"Ho dovuto cambiare numero di telefono già tre volte (ride). Scherzi a parte, è fantastico. Quando hai già lavorato in Italia ti manca questo ambiente. Ma siamo qui per lavorare come anche voi siete qui per lavorare".

Come proverà a cambiare la mentalità di questo gruppo che la scorsa stagione è arrivato settimo?
"Prima di tutto dovrò conoscere il gruppo, questo è molto importante. Ovviamente ci sarà dei principi fondamentali che non saranno negoziabili, ma li inculcherò ai ragazzi già dal primo allenamento. L'allenamento sarà sempre al 100%. Ho fatto la quarantena a Trigoria ed ho avuto modo di parlare con i vari collaboratori ed ho visto grande voglia di lavorare insieme. E' questo è molto importante".

Si legge molto il suo nome sui giornali, che ha sentito altri giocatori per portarli a Roma. E' vero?
"Ti assicuro che non ho parlato con nessuno, solo con il mio staff ed i responsabili delle varie aree del club".

Come ritrova la Serie A ed il  campionato Italia rispetto a quando è andato via? E' una sfida per lei tornare qui?
"La prossima sfida è sempre la più importante della mia carriera. Quindi questa è la mia sfida adesso. L'Italia è finalista all'Europeo, con giocatori che giocano quasi tutti qui, quindi non è un calcio che si è indebolito. Sarà compito di noi tutti allenatori farlo crescere. Io lavoro per la Roma, ma indirettamente anche per il calcio italiano".

Chi sarà il capitano della Roma? Ancora Dzeko?
"Il capitano si vedrà più avanti. Di sicuro chi sarà il capitano della Roma lo sapranno prima i giocatori ed in seguito voi. Ma non parlo di cosa andrò a fare con i ragazzi e di cosa dirò con loro. Nè di come lavorerò".

Cosa ci può dire di Cristante e Spinazzola che sono in finale dell'Europeo? Al posto di Spinazzola prenderà qualcuno?
"Siamo contenti di avere due giocatori in finale e ci auguriamo che possano tornare da campioni. Non ho mai lavorato con loro ancora ma li senti miei giocatori. Cristante è rispettato molto da Mancini e quando ci sono momenti di difficoltà fa affidamento su di lui. Aspetto Cristante ha braccia aperte. Su Spinazzola dispiace per l'infortunio, ma ha un atteggiamento positivo e si riprenderà. Non lo avremo per molto tempo e sarà difficile sia per lui che per noi. Ma abbiamo Calafiori, deve lavorare tanto ed abbiamo fiducia lui. Scusi direttore (si rivolge a Pinto) ma abbiamo bisogno di un terzino sinistro".

Cosa vi siete detti con Spinazzola tre giorni fa? E quale sarà il budget di mercato?
Parla Pinto: "Noi stiamo lavorando ogni giorno per trovare le soluzioni sul mercato ed abbiamo fatto un'analisi attenta della rosa attuale. Non vedete cosa facciamo ma stiamo lavorando e vi assicuro che a fine mercato avremo una rosa all'altezza della Roma e di Mourinho".

Con quali sentimenti torni in Italia? Gli stessi del passato?
"Sono l'allenatore della Roma, niente di più. Non ho altro ruolo e sarò concentrato sulla Roma. Se come allenatore della Roma potrò dare qualcosa al calcio italiano sarà fantastico. Difenderò sempre i miei e farò di tutto per difenderli, ma non creerò problemi o cercherò problemi. Mi voglio divertire. Torno magari con maggiore mentalità, ma difenderò sempre i miei giocatori e la società".

In passato, ha detto, che è stato ossessionato dalla vittoria. Si sente una vittima della vittoria?
"Sono vittima di quella che ho fatto. Se non vinciamo perdiamo. A Manchester ho vinto tre titoli ma è stato considerato un disastro il mio operato. Al Tottenham eravamo in finale di coppa ma è stato lo stesso un disastro. Qui alla Roma penserò una partita alla volta. Vogliamo vincere la prima di campionato, poi penseremo alla seconda partita e vorremo vincere anche quella. Ma c'è tanto lavoro da fare che già si sta facendo e che continueremo a fare per migliorare sempre più".

Il suo arrivo ha scatenato molto entusiasmo. Ma alcuni hanno detto che non è più al top, cosa vuole rispondere a loro?
"Nulla. Uno scudetto col Chelsea, un'Europa League con lo United e il Tottenham da 12esimo in campionato all'Europa".

Che Roma vuole?
"Non la Roma di Mourinho. Voglio la Roma dei tifosi. Io sarò uno di più, ma i tifosi sono tanti e la Roma è loro. Non mi piace parlare della Roma di Mourinho".

La Roma è abbastanza forte per vincere già adesso?
"La realtà è che abbiamo chiuso a meno 29 punti dallo scudetto e meno 16 dal quarto posto. Prima dobbiamo capire però successo questo, poi dovremo lavorare. Se possiamo accelerare questo processo meglio. La mia natura è che i giocatori si sentino liberi di lavorare".

Ritiene positiva una stagione senza titoli?
"Parliamo di lavoro e di progetto. Tu parli di titoli, noi di lavoro, tempo e progetto. I titoli arriveranno. Ma la dirigenza non vuole un successo isolato, vuole arrivare in alto e rimanerci. Questo non è facile ma vogliamo arrivarci, essere sostenibili. Lasciateci lavorare e ci si arriverà".

Come vede Zaniolo? In che zona del campo lo userà?
"Dovremmo parlare e vedremo. Ho giocatori di grande tecnica e con tanta passione. Dobbiamo lavorare tanto e capire tante cose. Zaniolo è un talento fantastico, ma sappiamo cosa è successo con gli infortuni. Ma gli troveremo il suo habitat naturale dentro la squadra per esprimersi al massimo, come faremo con tutti. Serve un'idea di gioco in cui i giocatori si sentono felici di giocare e di esprimersi".

Nel documentario "All or Nothing" si è visto il vero Mourinho? Che idea tattica ha per la Roma?
"Abbiamo un'idea ma dobbiamo capirla come poterla esprimere al massimo. Non vogliamo giocatori in situazioni che non piace a loro. Per esprimere il gioco al massimo serve una squadra che giochi felice. Oggi devi avere anche la possibilità di cambiare sistema tattico, ed oggi si può fare. Piano piano lo faremo. Il documentario non l'ho visto ma ero naturale. Le telecamere c'erano ma erano nascoste. Magari all'inizio eravamo condizionati ma poi te lo dimentichi e ti concentri sul tuo lavoro".

Quando incontrerà l'Inter le dispiacerà non affrontare Conte? Su Ronaldo cosa ci può dire?
"Ci sono allenatori che nella storia di un club non vanno mai paragonati con altri. Ronaldo non deve preoccuparsi di me, non gioco difensore centrale".

Come vede la sua Roma fra tre anni?
"Festeggiando qualcosa".

Se si dovesse vincere i nuovi nati si potrebbe chiamare José. Cosa pensi di questa cosa?
"Meglio Giuseppe (ride)".


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