Leicester-Roma, il peso di Mourinho per la partita perfetta

Scritto da Claudio Fratini  | 
Jose Mourinho

Se non era la partita del Meazza contro l’Inter quella che avrebbe dovuto sancire il tanto atteso salto di qualità della Roma, di sicuro lo è per forza la partita di giovedì sera contro il Leicester in Inghilterra. Contro l’Inter la Roma, pur giocando discretamente bene nella prima parte del primo tempo, almeno fino al goal dell’1-0 dei nerazzurri, non ha dato la sensazione di essere ancora pronta ad affrontare alla pari e a viso aperto squadre al momento tecnicamente superiori. E’ vero anche che affrontare un Inter che non può più permettersi passi falsi per non compromettere nuovamente il suo cammino verso il tricolore a poche giornate dalla fine del campionato è già di per se difficile per chiunque e ci può stare che la Roma fosse anche un pò distratta dalla delicata e vitale trasferta di Leicester in Conference League.

La Roma, in questa infinita crisi del calcio italiano, ha il merito comunque di essere l’unica squadra italiana ad essere riuscita ad arrivare, dal 2018 ad oggi, in semifinale in tutte e tre le competizioni europee (Liverpool in Champions League, Manchester United in Europa League lo scorso anno e ora il Leicester in Conference League) a dimostrazione che nelle gare da dentro o fuori i giallorossi rappresentano un osso duro per chiunque.   

Giovedì sera i ragazzi di Mourinho sono chiamati alla partita perfetta in un campo molto difficile e anche se il Leicester non sta attraversando un buon momento in campionato quelle in Inghilterra sono sempre partite difficilissime da giocare per intensità, atmosfera e disabitudine a giocare su ritmi alti per qualsiasi squadra italiana. 

Colui che è chiamato a spostare l’asticella più in alto è Mourinho che può e deve fare assolutamente la differenza in questi momenti decisivi perché lui sa come preparare e gestire partite di questo tipo e se è vero che in campo alla fine vanno sempre i calciatori, mai come adesso, il peso della decisione di portare un allenatore del suo calibro a Roma deve fare la differenza e giustificare la scelta e se la Conference League viene inspiegabilmente definita una competizione meno importante, sulla carta, si può tranquillamente dire viste le quattro semifinaliste, che non si distingue molto dal valore delle semifinaliste di Europa League e quindi il livello si è alzato notevolmente e se la Roma non può permettersi di “banalizzare” una coppa europea di sicuro non può più permetterselo tutto il calcio italiano.


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