ESCLUSIVA - Carlo Zampa a DiesRomae

Scritto da Daniele Aloisi  | 
Abbiamo incontrato Carlo “the Voice" Zampa, e davanti un caffè, ci siamo fatti raccontare i suoi ricordi del giorno dello scudetto.
Ciao Carlo, qual'è il ricordo più bello legato al 17 Giugno? “Tutta la giornata ma anche tutto il pre. Venivamo dal pareggio di Napoli,quel giorno si doveva allestire un palco a San Giovanni per festeggiare lo scudetto e invece sembrava che lo avessimo perso . I ricordi più belli sono quelli al triplice fischio di Braschi, le mie lacrime, la gioia, il festeggiamento con i giocatori e poi la festa fino alla mattina. Alle 3.30 di notte stavo a piazza Testaccio con un mio amico che aveva affittato un camion già da due settimane, dove aveva messo degli altoparlanti e mandava in continuazione i gol raccontati da me. Sembrava di stare di nuovo all’Olimpico, è stato un sogno un qualcosa di irripetibile”. Hai avuto paura durante l’invasione di campo? “Un minimo di timore ci stava perché se quel pazzo che si era attaccato alla traversa avesse rotto la porta non si poteva più giocare. Solo in quel momento ho avuto paura ed accesi il microfono e dissi che la partita non era finita e che dovevano tutti tornare indietro. Infatti Mimmo Ferretti scrisse che questa volta ci ha salvato Zampa. Se fosse successa una cosa del genere ci sarebbero state conseguenze gravissime”. Quanto ha influito la contestazione dopo Roma-Atalanta? “C’è stata una grande contestazione derivata da una delusione ma non voglio pensare che sia stato quell’evento a farci vincere lo scudetto. La contestazione ha sempre fatto parte del popolo giallorosso. Le basi di quella vittoria furono messe da Franco Sensi con la grande campagna acquisti, spronato anche dallo scudetto dei complessati l’anno prima. C’era la voglia del presidente di inserire il suo nome nell’albo d’oro giallorosso. Il 6 Giugno 2000 fu presentato Batistuta ma quel giorno non ci dimentichiamo che furono presentati anche Samuel ed Emerson." C’è stata una partita durante la stagione che ti ha fatto pensare “Quest’anno vinciamo noi”? “La vittoria a Parma quando abbiamo ribaltato il risultato con doppietta di Batistuta” 17 Giugno 2001 o 8 Maggio 1983? “17 Giugno 2001 per come l’ho vissuta nella triplice veste di tifoso della Roma, di cronista e di speaker della Roma. Più di questo non potevo chiedere, ho vissuto il massimo. Sono stato un privilegiato, così come è stato un privilegio aver raccontato tutta la carriera di Francesco Totti”. Riccardo Cucchi disse “Mai scudetto fu più meritato”. È vero? “Lo scudetto fu meritatissimo ma lo sarebbe stato anche l’anno dopo ma abbiamo buttato via lo scudetto soprattutto a Venezia. Quel giorno Collina fischiò due rigori molto dubbi per noi anche perché Sensi correva per diventare presidente di lega e molti sono sensibili a queste cose e si tendeva a non danneggiare la Roma a differenza di quella pre Capello che era tanto danneggiata con Zeman in panchina”.
Cosa ha influito più di tutto sul tracollo della Roma di quest’anno? “Sicuramente i rapporti non idilliaci tra l’allenatore e giocatori importanti, Dzeko in primis. La gestione delle partite da parte di Fonseca non è stato il massimo ma non è solo questo, prima ci deve essere la qualità dei giocatori. Ci sono tanti fattori tra cui gli infortuni che sta diventando una cosa ridicola, ma anche la questione delle sconfitte a tavolino dopo Verona e Spezia ci mancava solo un altro errore in Europa League e avevamo fatto il triplete. Tutto questo fa capire l’approssimazione che c’era nella gestione della Roma che ora sta cambiando grazie alla nuova gestione”. Cosa ti aspetti da Mourinho? “Mourinho se ha detto si è perché ha avuto certezze. L’operazione che hanno fatto è stata straordinaria soprattutto per il silenzio ma non il silenzio perché non lo sapevano i giornali ma perché non hanno detto nulla dentro a Trigoria. Il male della Roma è Trigoria, il marcio sta tutto la dentro poi loro ti dicono la scusa dell’ambiente, i tifosi e le Radio che fanno la loro parte ma non son quelli che influiscono. Le negatività stanno dentro e qualcuno gliel’ha fatto capire e non hanno detto nulla perché se lo sapeva qualcuno dentro Trigoria dopo 1 minuti lo sapevano tutti. Un’altra cosa importante è il contratto di 3 anni, nella gestione dell’"ologramma di Boston" abbiamo visto allenatori che avevano dei contratti di due anni e dopo un anno e mezzo andavano via perché ogni anno smontava la squadra. Bastavano pochi innesti nella squadra di Garcia, si doveva partire da quella base e invece e stato smantellato tutto e Garcia ha pagato la situazione. La bravura della nuova società è stata quella di aver ridato vita all’ambiente e Mourinho può ricompattare tutti”. La scelta di annunciare Mourinho prima della fine del campionato è stata una scelta giusta? “Assolutamente sì, è arrivata due ore dopo il comunicato di Fonseca che va salutato e gli auguro tutto il bene perché è una brava persona però deve fare l’allenatore. Nel primo anno ha eredito una situazione allucinante , nel secondo anno qualcosa è andato storto e lui ha la sue responsabilità. Serviva una svolta e c’è stata chiamando uno degli allenatori più vincenti al mondo”. Milan e Inter hanno subito messo al centro del progetto Maldini e Zanetti. Serve anche alla Roma avere delle bandiere in società? “Per me è in progetto il ritorno di Totti e De Rossi, Daniele farà l’allenatore mentre Francesco è un uomo di società . Prima o poi sono sicuro che torneranno, due giocatori come loro non li abbiamo mai avuto e siamo privilegiati. Il sogno di tutti i romanisti è quello di vedere Totti in società De Rossi allenatori e la Roma che vince lo scudetto. Questa cosa supererebbe anche il 17 Giugno”.
La Roma deve puntare a vincere la Conference League o deve pensare prima al ritorno in Champions? “Secondo me una cosa non deve escludere l’altra. L’obiettivo è entrare in champions ma non sarà facile perché il Napoli con Spalletti torna alla carica, ci sono anche Juve, Milan , Inter ,l’Atalanta e i "complessati". Sarà difficile andare in champions ma la Roma deve puntare a vincere la Conference perché non abbiamo una bacheca così piena che ci permette di snobbare una competizione”.

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