Mourinho: "No al turnover. Se avessi tre Pellegrini, li farei giocare tutti"

Scritto da Martina Stella  | 

Alla Roma basta un pareggio per approdare alla fase a gironi della prima Conference League della storia. La squadra di Mourinho scenderà in campo domani sera all'Olimpico contro il Trabzonspor degli ex, forte del 2-1 dell'andata in Turchia e del successo al debutto in campionato con la Fiorentina. Il fischio d'inizio è fissato per le 19, con uno stadio che si preannuncia non al gran completo ma sicuramente caldo come quello visto e sentito domenica. Lo Special One prende la parola nella consueta conferenza stampa della vigilia per presentare il match a Trigoria.

L'abolizione della regola dei gol in trasferta cambia l'impostazione della partita, soprattutto quela di ritorno? 
Un po' sì. Penso che alla fine ci saranno più extra-time di prima, con il 2-1, l'1-0, l'1-1 o lo 0-0 c'è una squadra vincente e penso che ci saranno più extra-time. L'impostazione cambia un po' ma non molto. Il nostro obiettivo comunque sarebbe sempre giocare per vincere, indipendentemente dal risultato. Sappiamo che un pareggio ci serve, ma ci penseremo al minuto 80 o 85 se stiamo pareggiando, dove non dobbiamo correre nessun tipo di rischio. Ma la mentalità è giocare come se fosse una partita secca e andremo per vincere, per questo non cambierà tanto”.

Margini di miglioramento dal punto di vista del gioco?
 
Io ho fatto i complimenti a Italiano, perché lavoriamo con questi giocatori da due mesi e quando loro giocano così gli faccio i complimenti. Tanti allenatori sono arrivati da poco, anche se per l’Inter è diverso perché Inzaghi ha una squadra che gioca ad occhi chiusi e per noi è più difficile. C’è tanto da lavorare, abbiamo allenato una situazione di gioco che però a me non è piaciuta contro la Fiorentina, dove i ragazzi hanno avuto la dinamica di farlo in quel modo perché lo facevano così prima. Non è una critica a Fonseca, il contrario. Quello che arriverà dopo di me sentirà la stessa cosa, ognuno ha le sue idee. Io, Italiano e altri siamo in un momento in cui i giocatori stanno ancora cercando gli automatismi. Prima devono capire cosa vogliamo noi, poi si allena la dinamica che dopo diventerà automatica. Siamo contenti per quello che abbiamo fatto, era difficile fare meglio. Dal punto di vista difensivo è più facile migliorare le dinamiche, più difficile invece dal punto di vista offensivo e ha bisogno di più tempo”.

Come va con la creazione di empatia?
“Benissimo. Ma siamo noi squadra che dobbiamo creare questa empatia con il modo di giocare e se a volte non puoi giocare bene i tifosi penso che accetteranno una performance negativa e saranno con la squadra dopo un risultato negativo. Ma ci sono delle cose che non sono negoziabili e devono stare sempre lì, e i tifosi lo capiscono molto bene. Capiscono l’interpretazione, l’atteggiamento, il modo di essere professionisti e di giocare per noi e anche per i tifosi. Siamo noi a dover creare questa empatia, il rapporto sarà una conseguenza di come noi siamo in campo e ci dedichiamo a questo club. E’ nostra responsabilità, loro daranno quello che ritengono sia giusto dare”.

Pellegrini dove può giocare?
 
Può fare tutto, se noi avessimo tre Pellegrini giocherebbero tutti e tre insieme, non ne lascerei neanche uno in panchina. Può adattarsi a ogni ruolo, è universale, con la Fiorentina in 10 ha giocato anche esternamente, anche ha partecipato all'occaione di Abraham. E’ intelligente, capisce il gioco e l’idea dell’allenatore. Se ce ne fossero tre giocherebbero tutti e tre”.

Lei ha utilizzato 12 giocatori nelle prime due partite, di cui 6 hanno fatto 190 minuti. Alla terza partita è arrivato il momento del turnover o giocheranno gli stessi e cambierà a Salerno? 
“Siamo in un momento in cui abbiamo bisogno di giocare. Abbiamo fatto un bel precampionato, ho dato minuti a tutti. Le prime cinque partite sono state meno competitive, ora abbiamo bisogno di giocare. Ci sono giocatori che dobbiamo controllare molto bene, hanno un profilo e una storia non lontana di infortuni e problemi. E a loro dobbiamo fare attenzione, altri hanno bisogno di minuti in campo per trovare il ritmo naturale e l’intensità di gioco. Ora non è il momento di fare tanti cambi”.

Sul ruolo di Diawara e l'episodio sgradevole con il tifoso? 
“Non è stato un episodio di aggressività fisica. Sono state parole che hanno provocato una reazione verbale. Non è un dramma, niente di speciale. E’ un giocatore della rosa della Roma, c’è un gruppo - prima era più grande e ora è più piccolo - di giocatori che non sta lavorando con noi e sta lavorando separatamente. Diawara è con noi. Il mercato è aperto, fino al 31, e può succedere qualcosa ma può succedere anche che Diawara rimanga con noi. E’ un’opzione, ha esperienza e qualità, è un professionista buono, un uomo buono, tutti noi abbiamo un rapporto vicino e carino con lui perché è un ragazzo fantastico. E se resta con noi è un plus, non è mai un problema. Per questo io e la società su di lui siamo tranquilli. Non è un problema”.

Il Var non ci sarà domani
…
“Ci dobbiamo adattare un po’, continuo a pensare che il gol del Trabzonspor fosse magari in fuorigioco. Ma ci dobbiamo adattare, come minimo domani avremo la Goal Line Technology che non c’era in Turchia ed è già un miglioramento. Capisco la difficoltà a livello Uefa, è una competizione nuova e in principio avrà nei playoff e nel girone dei paesi in cui le squadre non hanno determinate condizioni tecnologiche per avere il Var - anche se non sarebbe il caso di Italia e Turchia - e si deve accettare come una competizione che deve ancora crescere e per far crescere dei paesi che sono qui per la prima volta. Noi non siamo stati fortunati con il sorteggio, è un avversario dei più forti. Il Var arriverà solo in finale, vediamo se ci arriveremo”.

Anche a Roma sarai costretto a creare l'empatia con i tifosi, oltre che con il gioco, con il 'rumore dei nemici'? Oppure Mourinho è cambiato? 
Il nemico è il Trabzonspor e da venerdì sarà la Salernitana. Non siamo in condizione di dire questo è il nostro obiettivo e questi saranno i nostri due-tre nemici. Siamo una squadra in crescita, che si deve sviluppare tanto e nel tempo, non siamo in condizione di puntare una squadra o l'altra. Vogliamo cercare di vincere ogni partita e il focus sarà sempre sulla prossima partita. Per questo domani è più importante di domenica, la Conference League domani è più importante della Serie A e non penso a tanti cambi o al tradizionale turnover. Perché per noi domani è la partita”.


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