Giorgia Meloni, storia di una Presidente

Scritto da Anna Grossi  | 

Una vita dedicata alla politica, questa è Giorgia Meloni.
Prima donna Presidente del Consiglio, in Italia.

Vince e stravince Giorgia Meloni in tutta Italia, anche nelle zone dove fino a pochi anni fa arrivava al massimo ad un 4% conquista e convince.
Vince con un’Italia che si colora di centro-destra, dal voto arriva infatti, come lei stessa dice, una indicazione chiara per un governo di centrodestra a guida Fratelli d'Italia, che si assesta da solo al 26,03% alla Camera e al 26,06% al Senato. La coalizione del centrodestra si attesta intorno al 44% mentre quella di centrosinistra non arriva al 27%. Il Pd va sotto il 19%, il Movimento 5 Stelle è al 15,4%, il Terzo Polo al 7,7%, Italexit all'1,8%, +Europa 2,9

Nasce a Roma nel 1977, a Roma Nord precisamente, ma dopo tre anni la famiglia si trasferisce nel quartiere popolare della Garbatella dove vive l'infanzia e l'adolescenza. E questo attraversare la città sicuramente la porterà a voler conoscere tutte le sfumature della Capitale e poi dell’Italia intera. La sua vita è stata influenzata dall’abbandono del padre Francesco, di origini cagliaritane, un commercialista che lasciò la famiglia quando era piccolissima, emigrando alle Canarie e con cui perse i contatti appena dodicenne, cresce quindi con la mamma, Anna Paratore, di origini messinesi e la sorella. Una famiglia basata sulla forza femminile, e da donna mi piace romanticamente pensare che proprio questo suo percorso la porta oggi a riscattare il valore femminile e ad essere il primo Premier donna d’Italia.

Una donna forte, nello sguardo, nella voce, nell’intensità dell’espressione, su cui spesso hanno giocato gli oppositori paragonandola a vecchie cartoline del fascismo, storica rimane però una delle sue prime dichiarazioni “Basta con questa storia del fascismo e dell'antifascismo. Siamo nati a ridosso degli anni ottanta e novanta, siamo tutti protési nel nuovo millennio, difenderemo i valori sui quali si fonda la Costituzione e che sono propri anche di chi ha combattuto il fascismo”.

La credibilità della Meloni risiede proprio nella sua forza, non solo delle parole, ma delle posizioni. Ideologia che ha coerentemente portato avanti e rafforzato nel corso degli anni, senza dietro front o morbidezze ruffiane, senza il cercare di accontentare tutti, ma cercando di convincere gli Italiani che la strada giusta fosse la sua. Visti i risultati possiamo dire che gli Italiani avevano bisogno di questo, di un leader fermo e credibile, di un premier pragmatico che non regalasse false promesse ma che affrontasse con loro la dura realtà proponendo soluzioni reali.

Dal 1990 al 1996 ha studiato presso l'istituto professionale "Amerigo Vespucci" di Roma, conseguendo il diploma di maturità linguistica. È anche giornalista ma non è laureata e su questo si è spesso trovata a giustificarsi “Vengo presa in giro perché non mi sono laureata. Non mi sono potuta laureare. Secondo voi l'avrei presa una laurea? Mi mantenevo da sola. Studiavo, facevo già politica, tante cose. L'altro giorno in una manifestazione c'erano questi simpatici personaggi dei centri sociali, questi figli di papà. Una diceva che non mi sono manco laureata. In Italia è laureato il 17% delle persone, molti di più potrebbero esserlo. Solo che non tutti hanno la possibilità di stare lì a farsi 8-10 anni all'università e andare alle manifestazioni degli altri invece di trovarsi un posto di lavoro».

È nel 1992, a soli 15 anni, che inizia la sua passione per la politica, aderisce al Fronte della Gioventù, l'organizzazione giovanile del partito Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale. Fonda il coordinamento Gli Antenati, che partecipava alla contestazione contro il progetto di riforma della pubblica istruzione promossa dal ministro Rosa Russo Iervolino.

Nel 1996 diventa responsabile del movimento studentesco del neonato partito di Gianfranco Fini, Alleanza Nazionale. Tra il 1998 e il 2000 è attiva come consigliere provinciale di Roma, e successivamente diventa presidente di Azione Giovani.

Nel 2006, a soli 29 anni, entra in parlamento come deputata, e viene nominata vicepresidente dell’aula di Montecitorio.
Nel 2008, Silvio Berlusconi la chiama a fare il  ministro della Gioventù nel suo ultimo governo, con i suoi 31 anni è il Ministro più giovane della storia della Repubblica Italiana. Esperienza che finisce nel 2011 con la crisi dello spread e l'arrivo dei tecnici di Mario Monti.

Nel 2012, dopo l'esperienza del Popolo della Libertà, con Ignazio La Russa e Guido Crosetto fonda il partito Fratelli d'Italia, e ne diventa presidente due anni, mentre è rientrata alla Camera come deputata alle elezioni del 2013.

Nel 2016 si è candidata a sindaco di Roma, ma non supera il primo turno. Già all’epoca si comincia a pensare che i suoi obiettivi in realtà siano più ampi.

Nel 2020 è stata eletta all’unanimità Presidente del Partito dei Conservatori e Riformisti europei (ECR Party), la famiglia politica che raggruppa più di 40 partiti europei e occidentali. È l’unica donna leader sia di un partito politico europeo che di un partito italiano.

Questo percorso, la porta ad oggi, nel 2022, al termini di una campagna elettorale faticosa, in cui finalmente gli italiani possono tornare ad esprimere il proprio parere, vederla salire sul podio delle loro scelte. Diventa così il primo Premier donna d’Italia.

Dopo aver giurato davanti al Presidente della repubblica Sergio Mattarella, aver presentato la sua squadra di governo e dopo il passaggio di consegne da Mario Draghi, uno dei suoi ultimi post sui social recita “abbiamo scritto la storia. Ora scriviamo il futuro dell’Italia.”


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