Roma-Lecce, segnali di ripresa

Roma-Lecce, segnali di ripresa

Roma quattro, Lecce zero: giusto iniziare da qui l’analisi di un match in cui la squadra di Paulo Fonseca torna finalmente alla vittoria e smorza, almeno in parte, il malcontento permeato ultimamente nella capitale.
Secondo “clean sheet” consecutivo, dopo aver tenuto inviolata la porta nella gara di Europa League contro il Gent, ma partita oggi ben diversa da quella disputata giovedì nel confronto con i belgi, che pure ha senza dubbio recitato un ruolo significativo, a livello mentale, per la prestazione di stasera, essendo derivata da essa un’enorme iniezione di fiducia per il morale dei giallorossi.
Vittoria senza dubbio importante, tanto per il morale quanto per la classifica, ma che bisogna giudicare in modo equo, giusto, senza incorrere nei facili entusiasmi dei quali questa squadra è solita essere vittima: facile commettere l’errore di galvanizzarsi di fronte a una prestazione travolgente come quella di stasera, e così quello di minimizzare il successo di oggi imputandolo alle sole, pur pesanti, assenze tra le fila dei salentini, che arrivavano però nel loro miglior momento e reduci da tre vittorie consecutive.
Come annunciato nei giorni scorsi il tecnico portoghese ha apportato alcuni cambiamenti tattici che si sono rivelati quantomai efficaci: esterni di difesa ampissimi in fase di costruzione, così da esaltare le qualità offensive di Kolarov e dello stesso Peres, supportati alle spalle dall’arretramemento sulla linea difensiva rispettivamente dei due mediani Cristante e Veretout. Non è un caso dunque che proprio il terzino serbo, complice la poca spinta offensiva degli ospiti, sia tornato ad esprimersi al meglio mettendo a referto un assist e una rete: bentornato Aleks.
Con un Lorenzo Pellegrini tutto da ritrovare, forse nel momento di maggiore difficoltà da quando veste la maglia della sua città, ma che tutti aspettano con la pazienza che si deve ad uno che ha 23 anni ed ha la responsabilità, quanto l’onore, di vedersi riconoscere come nuovo simbolo del club, Henrikh Mkhitaryan si è finalmente preso la scena, risultando determinante sulla trequarti campo e andando a segno per la quinta volta in dodici partite (mica male). L’armeno è stato devastante e così, qualche metro più avanti, Edin Dzeko, autore di un gol (il dodicesimo in venticinque ncontri) e due assist con il contagiri per i suoi compagni.
Roma ritrovata dunque, almeno per una serata, ma che squadra vedremo in campo giovedì?

Domenico Delli Muti

Domenico Delli Muti

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